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sabato, dicembre 10, 2011

Il vaso si spezza

Il vaso desiderabile che contiene le mie ricchezze, nel momento stesso in cui si spezza, diviene mio maestro. Questa lezione sulla fatale caducità delle cose è meravigliosa.
(Milarepa)

lunedì, luglio 04, 2011

Le onde della vita

La materia che costituisce i nostri corpi è nata molto prima di noi, in qualche posto remoto dell'universo.
Qualche miliardo di atomi costituisce oggi il mio corpo. Probabilmente ogni atomo del mio corpo ha più 4 miliardi di anni (l'età della terra) ed in questo tempo lunghissimo è stato (almeno una volta) cielo, roccia, alberi, animali e altri uomini.
E' facile allora immaginare la vita fisica come un ordine ed un'organizzazione della materia: la mia vita oggi mi permette di "governare" gli atomi che costituiscono il mio corpo. Quando la mia vita fisica non ci sarà più, il mio corpo si dissolverà ed ogni atomo entrerà a far parte di qualche altro sistema organizzato, inanimato o vivente.
Si intuisce allora l'immagine buddhista della vita paragonata ad un'onda sull'oceano: la vita fisica è una forma, un moto nel mare delle particelle elementari. Onde di materia si formano e costituiscono esseri viventi, che poi si dissolvono. Ma la materia, come l'acqua dell'oceano, sarà già in movimento per formare altre onde ed altre vite individuali nasceranno. Potranno essere uomini o insetti, fiori o batteri, alberi o pesci in quell'incessante movimento delle onde della vita.
Mi rendo conto che non è facile esprimere questi concetti, ma spero di riuscire almeno a dare uno spunto per riflettere ed uno spiraglio per intuire.

mat

venerdì, giugno 24, 2011

Fragilità e insicurezza

Qualche settimana fa sono andato ad ascoltare Zygmunt Bauman e tra le tante cose interessanti, ha detto una frase che mi ha colpito per la sua banalità e profondità allo stesso tempo. Bauman sostiene infatti che la nostra fragilità e la nostra insicurezza nascono dal fatto che come esseri sociali abbiamo bisogno di un rapporto con gli altri, ma per costruire una relazione bisogna essere in due, mentre per distruggerla basta la volontà di uno solo. Quindi per raggiungere uno dei nostri obiettivi primari (essere inseriti nella comunità umana) non possiamo contare soltanto sulle nostre forze, ma abbiamo bisogno degli altri e dipendiamo dalla loro volontà (e dai loro capricci).

Questa considerazione logica evidenzia ancora una volta come noi umani non abbiamo il potere di realizzare i nostri desideri: possiamo impegnarci per essere piacevoli, attraenti ed interessanti, ma il risultato non sarà garantito.
Da un punto di vista buddhista credo che questa potrebbe essere l'ennesima dimostrazione che l'unico modo per trovare una felicità stabile sia quello di non avere desideri.

mat

lunedì, giugno 07, 2010

La brezza

"Ananda è come una brezza fresca. Se imprigioni una brezza e la rinchiudi in un amore che incarcera, la brezza morirà e più nessuno, compresa te stessa, godrà della sua frescura. Ama Ananda come ami una brezza. Amandolo così Prakriti, anche tu diventerai una brezza fresca e riposante. Allevierai non solo le tue pene e i tuoi fardelli, ma anche quelli degli altri."
Buddha (da Vita di Siddharta il Buddha, di Thich Nhat Hanh).

giovedì, agosto 27, 2009

Vuoto

Ho riflettuto molto sul concetto di vuoto buddhista e forse mi sto avvicinando a comprenderlo. Il buddhismo afferma che l'esistenza indipendente di esseri viventi ed oggetti è soltanto un'illusione. In altre parole il fatto che io esista come essere indipendente e separato da altri esseri è un'illusione.

Per anni questo concetto mi è stato difficile da accettare, negli ultimi tempi invece mi sembra di comprenderlo.
Ci sono arrivato seguendo tre ragionamenti convergenti.

Il primo è che nulla di quello che esiste in forma separata (essere vivente o oggetto) può esistere in maniera autonoma: se scomparisse quello che mi circonda scomparirei anch'io. Infatti se non ci fossero il sole, la terra, il mare, gli alberi e soprattutto se non ci fosse un equilibrio tra tutti questi elementi io non potrei esistere come persona. Estendendo il ragionamento si arriva a comprendere che ogni cosa dipende tutte le altre e che io stesso dipendo da tutto l'universo.

Inoltre se non ci fosse stata una lunghissima catena di eventi indipendenti da me, io non potrei esistere. La mia esistenza dipende infatti (almeno) dall'incontro tra mio padre e mia madre, ma la loro esistenza dipende dall'incontro tra i miei nonni e, risalendo, tutto dipende dalla oscura e remota combinazione di aminoacidi che ha dato origine alla vita sulla terra, che a sua volta dipende da come si è evoluto il sistema solare ... e così via risalendo fino al big bang, che ha dato origine ad una catena di eventi che ha generato la mia esistenza.

Il terzo ragionamento è che se cerco di scoprire che cosa "sono", trovo il vuoto. Sicuramente non sono (soltanto) il mio corpo: che è un agglomerato di materia organizzata, destinata a decomporsi e trasformarsi dopo la morte, non sono (soltanto) i miei pensieri o la mia coscienza, che al momento della morte scompariranno.
Potrebbe esserci un'anima "personale", diversa da tutto questo e che continua ad esistere in qualche forma completamente diversa dopo la morte (come descritto dalle religioni teistiche). In realtà però mi riesce più facile immaginare me stesso come la manifestazione temporanea della "forza" che organizza materia, pensieri, emozioni e tutto l'universo.

Riesco infatti ad immaginare la mia vita come un'onda nell'oceano: non esiste di per sè, non è un "oggetto". Non è nulla a cui si possa attribuire un'esistenza separata: è il movimento dell'acqua.
Con il tempo ogni onda scompare ed altre onde prendono il suo posto nell'immensa danza dell'oceano. E l'oceano resterà sempre uguale, come il cielo resta sempre uguale nonostante le nuvole che lo attraversano.

Sono concetti molto difficili da esprimere a parole, forse impossibili, ma spero di aver aperto qualche spiraglio che ne permetta l'intuizione.

mat

venerdì, dicembre 14, 2007

Azioni

"Coloro i quali, comprendendo la vacuità, si basano sulle azioni ed i loro risultati, sono più che sorprendenti, più che meravigliosi. ... Emergono dal fango senza esserne macchiati, come i petali del loto."
Un commentario alla mente dell'illuminazione (Nagarjuna)

Sono stato a Milano ad ascoltare l'insegnamento del Dalai Lama su questo testo durante lo scorso week end: illuminante!

venerdì, febbraio 09, 2007

Alla ricerca della felicità - 1

“Nessun luogo può darci la felicità.
Nessun compagno può darci la felicità.
Nessun oggetto materiale può darci la felicità.”
Thamthog Rinpoche (La saggezza di Buddha)

E’ strano per me conoscere persone profondamente depresse.
Anch’io ho insoddisfazioni, dubbi, desideri non realizzati, amarezze, frustrazioni … ma è come se tutto questo restasse ad un livello superficiale: dentro di me trovo sempre un po’ di felicità in cui rifugiarmi.
E’ come se fossi un viaggiatore lungo la strada: a volte piove, a volte c’è il sole, a volte sono stanco, a volte ho fame o sete, ma la mia anima è serena perché so che, qualunque cosa succeda, in un modo o nell’altro, raggiungerò la mia meta.

Altre volte mi sembra che la mia anima “guardi” la mia vita, come un padre guarda il figlio giocare: si rende conto dell’importanza e della serietà del gioco per il bambino, ma sa anche che in realtà si tratta di un gioco.

La fiducia ed il non prendersi troppo sul serio sono sicuramente due antidoti alla tristezza, mi piacerebbe capire perchè a me questo atteggiamento risulta naturale, mentre ad altri risulta più naturale essere tristi o depressi.

Se qualcuno ha qualche idea o spunto ...

mat

lunedì, gennaio 29, 2007

Vivi nella gioia

"Vivi nella gioia, vivi nell'amore,
libero dall'odio
anche fra coloro che odiano.

Vivi nella gioia, vivi nella salute,
libero dalla malattia
anche fra coloro che sono malati.

Vivi nella gioia, vivi nella serenità,
libero dall'ansia
anche fra coloro che sono ansiosi.

Vivi nella gioia,
vivi senza possedere nulla,
nutrendoti di gioia
come gli dei risplendenti. "

Dhammapada

In questo periodo la mia vita si è fatta frenetica (più della mia solita normale iperattività!): ho poco tempo per pensare e per scrivere, ma tutto questo non dovrebbe durare a lungo. Mi sto annotando molti spunti di cose da scrivere ed a poco a poco riuscirò a trasformarli in parole ed a metterli qui.

mat

lunedì, gennaio 08, 2007

Partire

"Non sapendo che avrei dovuto lasciare tutto e partire, commisi varie azioni sbagliate nei confronti di amici e nemici".
Buddha