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venerdì, giugno 24, 2011

Fragilità e insicurezza

Qualche settimana fa sono andato ad ascoltare Zygmunt Bauman e tra le tante cose interessanti, ha detto una frase che mi ha colpito per la sua banalità e profondità allo stesso tempo. Bauman sostiene infatti che la nostra fragilità e la nostra insicurezza nascono dal fatto che come esseri sociali abbiamo bisogno di un rapporto con gli altri, ma per costruire una relazione bisogna essere in due, mentre per distruggerla basta la volontà di uno solo. Quindi per raggiungere uno dei nostri obiettivi primari (essere inseriti nella comunità umana) non possiamo contare soltanto sulle nostre forze, ma abbiamo bisogno degli altri e dipendiamo dalla loro volontà (e dai loro capricci).

Questa considerazione logica evidenzia ancora una volta come noi umani non abbiamo il potere di realizzare i nostri desideri: possiamo impegnarci per essere piacevoli, attraenti ed interessanti, ma il risultato non sarà garantito.
Da un punto di vista buddhista credo che questa potrebbe essere l'ennesima dimostrazione che l'unico modo per trovare una felicità stabile sia quello di non avere desideri.

mat

lunedì, dicembre 03, 2007

Fragilità

Nulla avrebbe più potuto essere come prima.
Ora che aveva conosciuto il dolore, la malattia, la delusione, avrebbe continuato a temerle per tutta la vita.
In fondo ad ogni gioia ci sarebbe sempre stata la consapevolezza del dolore.
La spensieratezza se n'era andata per sempre.

Da un po' di tempo sto riflettendo sulla fragilità della gioia.

mat

sabato, dicembre 01, 2007

Arrendersi

Non sopporto chi si arrende.
Chi è scontento e non fa nulla per cambiare la sua situazione.
Chi è triste e si siede, aspettando chissà quale miracolo dall'esterno.

Non mi arrabbio quasi mai, ma questo "spreco di vita" mi fa arrabbiare.

La nostra vita è solo nelle nostre mani.
Nessun miracolo potrà avvenire per renderci felici.
Nessuno cambierà la nostra vita se non lo facciamo noi.

Ed intanto ogni istante che passa non tornerà indietro e la vita scorre: sprecata, gettata come un abito usato.
E' la sola cosa preziosa che abbiamo.

mat (arrabbiato)

lunedì, novembre 26, 2007

Ferite

Quando si getta un sasso in un lago, esso sconvolge la superficie.
Poi lentamente va a fondo e l’acqua torna nuovamente immobile, senza traccia di ferite.

Ma il sasso è sul fondo del lago.

mat

lunedì, luglio 09, 2007

Sogni

Chi ha sogni piccoli, non può fare cose grandi!

... è sempre stato un mio pensiero.

mercoledì, giugno 27, 2007

Azione

"I can't come at present, but I shall come later, I promise you. You cannot imagine how hard it is for me to stay here."
"No, I cannot imagine and I don't believe it," says Zinaida quickly. "When a man wants anything as strong as you say you do, he acts."
Strange life of Ivan Osokin (P. D. Ouspensky)


Azione come conseguenza del volere e come mezzo per raggiungere un risultato, quindi.

Sicuramente è così, ma per me l'azione ha sempre significato anche libertà, gioia e compimento.
Il successo o l’insuccesso dell'azione in sé mi è sempre sembrato meno importante della gioia che l'azione provoca in me.
E' un po' il discorso della strada e della meta: probabilmente la strada è più importante della meta.

mat

giovedì, aprile 19, 2007

Sicurezza

"Non guardare prima di saltare."

... io prima di saltare non solo guardo, ma calcolo la traiettoria, il punto di atterraggio e se riesco metto anche qualche ulteriore elemento di sicurezza.
Sarà per questo che ho raggiunto molti dei traguardi che volevo, ma non sono ancora davvero felice?

(Ho trovato questa frase in una rivista).

mercoledì, aprile 04, 2007

Come possiamo essere felici se abbiamo paura?

"Ogni desiderio è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal desiderio
e non conoscerai dolore né paura.

Ogni piacere è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal piacere
e non conoscerai dolore né paura.

Ogni avidità è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall'avidità
e non conoscerai dolore né paura.

Ogni passione è fonte di dolore e di paura.
Liberati dalle passioni
e non conoscerai dolore né paura.

Ogni attaccamento è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall'attaccamento
e non conoscerai dolore né paura."
Dhammapada

Sto cambiando... fino a pochi mesi fa avrei sottoscritto completamente le parole del Dhammapada.

Oggi cerco la risposta ad un'altra domanda:

Perchè abbiamo un corpo se non dobbiamo avere desideri, passioni, piacere, attaccamento?

Cercherò di rifletterci nei prossimi post.
mat

venerdì, febbraio 09, 2007

Alla ricerca della felicità - 1

“Nessun luogo può darci la felicità.
Nessun compagno può darci la felicità.
Nessun oggetto materiale può darci la felicità.”
Thamthog Rinpoche (La saggezza di Buddha)

E’ strano per me conoscere persone profondamente depresse.
Anch’io ho insoddisfazioni, dubbi, desideri non realizzati, amarezze, frustrazioni … ma è come se tutto questo restasse ad un livello superficiale: dentro di me trovo sempre un po’ di felicità in cui rifugiarmi.
E’ come se fossi un viaggiatore lungo la strada: a volte piove, a volte c’è il sole, a volte sono stanco, a volte ho fame o sete, ma la mia anima è serena perché so che, qualunque cosa succeda, in un modo o nell’altro, raggiungerò la mia meta.

Altre volte mi sembra che la mia anima “guardi” la mia vita, come un padre guarda il figlio giocare: si rende conto dell’importanza e della serietà del gioco per il bambino, ma sa anche che in realtà si tratta di un gioco.

La fiducia ed il non prendersi troppo sul serio sono sicuramente due antidoti alla tristezza, mi piacerebbe capire perchè a me questo atteggiamento risulta naturale, mentre ad altri risulta più naturale essere tristi o depressi.

Se qualcuno ha qualche idea o spunto ...

mat

mercoledì, dicembre 20, 2006

Rincrescimento estremo

"Due sono le persone che provano rincrescimento quando muoiono: chi aveva dei beni e non li ha goduti e chi aveva istruzione e non se n'è servito."
Sa'di (Golestan)

Aggiungerei (e mi sembra il più importante):
... chi aveva amore e non l'ha donato.

mat

venerdì, dicembre 15, 2006

Perché avvengono le cose? (3) – Esplorare

"Sono irrequieto.
Sono assetato di cose lontane.
La mia anima esce anelando
di toccare l'orlo dell'oscura lontananza.
...
Dimentico, sempre dimentico,
che non ho ali per volare.
...
Dimentico, sempre dimentico,
che non conosco la strada,
che non ho il cavallo alato."
Rabindranath Tagore (Il Giardiniere)


... ma com'è bello questo cercare,
questo avanzare a tentoni,
incerto ed imperfetto.
Com'è bello ogni giorno
esplorare la nostra vita
ed amarla fino in fondo,
senza incertezze.

mat

martedì, dicembre 12, 2006

Perché avvengono le cose? (2) – Nel bosco e nella nebbia

"Qui raggiungiamo la grande barriera del pensiero... Mi sento come se fossi improvvisamente entrato in un grande banco di nebbia nel quale il mondo familiare è scomparso"
Sir Bernard Lovell

Quando penso agli eventi che accadono, io ho la medesima sensazione. Mi sembra di essere in un bosco con la nebbia: sono circondato da alberi, l’orizzonte è molto limitato in tutte le direzioni. Gli alberi e la nebbia non permettono di vedere lontano, non c’è nulla che indichi la strada giusta, ma devo comunque scegliere una direzione.
Nella vita di tutti i giorni è la stessa cosa: siamo circondati da eventi che accadono, alcuni sembrano collegati tra di loro, altri sembrano avvenire per caso, su alcuni possiamo influire, altri sembrano non modificabili. Gli eventi più lontani nel passato, nel futuro o semplicemente lontani dalla nostra vita fisica sono avvolti nella nebbia.
Poiché dobbiamo comunque vivere, il bosco e la nebbia rendono la nostra vita una continua esplorazione e scoperta, dove dobbiamo continuamente scegliere, ma non possiamo prevedere le conseguenze finali delle nostre scelte.
Per assurdo infine, siamo liberi di scegliere proprio perché non possiamo prevedere fino in fondo le conseguenze delle nostre scelte, altrimenti saremmo sempre in grado di riconoscere la strada migliore per il compimento della nostra vita. E non potremmo non sceglierla!

… la riflessione continua.

mat

mercoledì, dicembre 06, 2006

Perché avvengono le cose? (1)

"Se infatti la Creazione non avesse lo scopo fondamentale di servire lo spirito, sarebbe assurda, priva di senso."
Mircea Elide (Lo Yoga)

Perché avvengono le cose?
La risposta può essere di tre tipi:
- causa-effetto: ogni evento è il risultato degli eventi precedenti,
- destino: ogni evento accade per realizzare uno scopo finale,
- caso: non c’è un disegno organizzato.

Il meccanismo causa-effetto è quello più “vero” nella nostra esperienza, ma spiega le cose fino ad un certo punto.

Se ad esempio sono stato coinvolto in un incidente automobilistico, c’è tutta una catena di eventi che lo spiega: ero lì perché dovevo andare in un certo posto, la strada era sdrucciolevole per la pioggia, andavo troppo veloce perché ero di fretta, ero di fretta perché la sera prima ero andato a letto troppo tardi, …
Però tutta questa catena di cause mi ha portato ad investire un altro automobilista che stava facendo il suo percorso regolare e la sua catena di cause non l’avrebbe portato ad avere un incidente: andava piano, era attento, … .
Però se lui non fosse passato di là in quel momento, nemmeno io avrei avuto l'incidente ...

Il fatto che l’incidente sia avvenuto richiederebbe quindi una spiegazione di “secondo livello”:
- causa-effetto: c’è una catena di cause “comuni”, che non riusciamo a vedere,
- destino: c’è uno scopo finale che non riusciamo a vedere,
- caso: è accaduto, ma non è spiegabile.

Nella realtà quindi non riusciamo a spiegare fino in fondo la maggior parte (forse tutte) le cose che ci accadono.
Questo ha delle conseguenze importanti nella nostra vita su cui vorrei riflettere nel prossimo post.

mat

martedì, dicembre 05, 2006

Siamo tutti responsabili

Come luce,
ogni nostro piccolo pensiero
si riflette nel mondo,
rendendolo più colorato
oppure più grigio.

Come vento,
ogni nostra piccola azione
si disperde nel mondo,
donando gioia
oppure dolore.


Ogni 7 secondi un bambino muore di fame.

E' bello pensare, è bello scrivere, ma non basta: emozioni e pensieri devono sfociare nell'azione, altrimenti resta la frustrazione di un percorso incompiuto.
Voglio trovare uno sbocco "operativo" a questo blog.

mat

martedì, novembre 28, 2006

Che cos'è una preghiera

"Non è per me che chiedo aiuto. So che tutte le forme in cui risiediamo devono perire ... ma è questo ciò per cui vi prego: non lasciate che periscano prima che abbiano adempiuto allo scopo per cui furono create."
Lama Anagarika Govinda (La via delle nuvole bianche)

Io non riesco a pregare: non so bene a chi rivolgermi, non riesco a sentire qualcuno “dall’altra parte” che veramente stia lì ad ascoltare le mie preghiere ed intervenga nel mondo per esaudirle.
D’altra parte quasi tutte le religioni comprendono la preghiera e dichiarano che se si prega con convinzione e se la causa è giusta, si verrà esauditi.
La preghiera consiste quindi nella combinazione di fede e dell’incontro della volontà dell’uomo con quella di Dio. A quel punto le forze dell’uomo vengono moltiplicate e si riescono ad ottenere risultati incomprensibili per la logica umana.
Io non riesco ad immaginare un Dio che interviene attivamente nella vita del mondo, superando le leggi fisiche e modificando i flussi di causa-effetto che determinano gli avvenimenti.
Credo invece che la nostra volontà abbia un potere molto più forte rispetto a quello che normalmente crediamo e che la fede, la preghiera ed il sacrificio siano soltanto “tecniche” per focalizzarla sul raggiungimento di certi risultati.
Sono comunque convinto che, indipendentemente da come vogliamo spiegarla (potere della nostra volontà oppure aiuto da parte di un Dio "interventista"), ognuno di noi ha la potenzialità di realizzare più di quanto normalmente creda.

mat

P.S. Se avete tempo e voglia andate a leggervi questa semplice favoletta che mi ha spedito ieri un'amica che non sentivo da molto tempo: http://www.pinu.it/trappola_topi.htm.

mercoledì, novembre 15, 2006

Emozioni distruttive

Sembra che molte emozioni distruttive possano essere ricondotte a queste tre fondamentali:
- ira/odio
- avarizia
- ignoranza.
L’ira nasce da una mente infelice, l’avarizia dalla mente non equilibrata, l’ignoranza dalla pigrizia.

Ogni emozione distruttiva ha un suo antidoto positivo:
- tolleranza/compassione
- non attaccamento
- conoscenza.

Le emozioni distruttive hanno molte conseguenze negative:
- ottenebrano la mente
- rendono difficili i nostri rapporti con gli altri
- fanno male al nostro fisico
- causano sofferenza a noi ed agli altri

Gli antidoti hanno invece le conseguenze positive opposte:
- rendono la nostra mente più lucida
- ci rendono amati
- fanno bene al fisico
- portano gioia

Le emozioni dipendono da noi: gli stimoli esterni hanno importanza, ma soltanto fino ad un certo punto.
Le emozioni sono nella nostra mente, vivono delle nostre energie e della nostra attenzione.
Sta a noi coltivare le emozioni che desideriamo, non alimentando le altre.

Ciao, mat

martedì, novembre 14, 2006

È difficile essere liberi

Il legame più forte
non è una catena di ferro,
né una morsa di legno, né una fune,
ma l'attaccamento a un gioiello,
ai figli, a una donna.
-- Dhammapada

La vera libertà consiste nel non far dipendere la nostra felicità da persone o cose al di fuori di noi.
L’uomo incapace di separarsi dai propri desideri sarà infelice come l’avaro incapace di separarsi dal proprio denaro.
Non i desideri ci imprigionano, ma il nostro attaccamento ad essi.

Questo si lega con un’altra frase che mi fa riflettere fin da quando ero ragazzo:

Tu hai diritto soltanto all'azione, e mai ai frutti che derivano dalle azioni.
Non considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni, e non permettere a te stesso d'essere attaccato all'inattività.
-- Bhagavad Gita

La chiave sta nel desiderare ed agire senza attaccarci ai “frutti”.

Sento profondamente vera questa frase, riesco anche a viverla parzialmente, ma non riesco ad avere una visione chiara nella mia mente di questi concetti.

mat

lunedì, novembre 06, 2006

Come acqua nell'acqua (2)

"Il miglior modo per conservare una goccia d'acqua e' versarla nell'oceano".

Ieri girovagando in una libreria ho letto nella cover di un libro sul buddhismo questa frase, che completa in modo incredibile il mio post precedente.

mat

domenica, novembre 05, 2006

Come acqua nell’acqua

L’anima del saggio è come acqua pura: non ha una forma propria, ma si adatta a qualsiasi forma. La luce la attraversa: illuminandola, ma senza diminuire di intensità. Nulla vi si può nascondere. L'anima del saggio è trasparente e non fa ombra a nessuno.
E' una come una sorgente fresca che dà gioia e ristoro a chiunque lo chieda.

Il corpo è come un vaso che racchiude l’anima.
Quando la vita muore, il vaso si rompe e l’acqua pura si versa nel mare, confondendosi con il tutto.
Nessun occhio potrà allora distinguere l’acqua del vaso da quella del mare, nessuna forza potrà più ricostruire l’anima trasformata.

mat

venerdì, novembre 03, 2006

Oltre i pensieri

Come da un’unica fiamma si sprigionano diverse scintille, così dall’unica verità nascono diversi pensieri.
Come scintille dalla fiamma, i nostri pensieri nascono, tracciano figure luminose nel vuoto, poi cadono a terra e si spengono.
Milioni di pensieri vagano nella nostra mente: imperfetti e stupendi.
Ogni pensiero è un frammento di cristallo, acuminato e tagliente. Ogni pensiero ci indica una direzione, ma non è che un riflesso parziale della verità e nessuna pazienza sarà mai in grado di ricomporre tutti i riflessi in un’unica immagine. Per questo motivo, quando arriviamo ai confini della nostra capacità pensare, dobbiamo

accettare invece di capire,
amare invece di giudicare,
rischiare invece calcolare.

Solo in questo modo potremo essere veramente persone.

mat