venerdì, luglio 24, 2009

Cambiamenti

"Quando mi vidi giunto in quella parte
di mia etade ove ciascun dovrebbe
calar le vele e raccoglier le sarte,
ciò che pria mi piacëa, allor m’increbbe"
-- Dante (Divina Commedia - Inferno, canto XXVII)

Così è come mi sento in questo periodo, aggiungendo che d'altra parte apprezzo molte cose che prima non mi piacevano o non mi sembravano importanti.
Ad esempio apprezzo la dolcezza, la semplicità, la bellezza molto più di quanto non fossi in grado di fare fino a pochi anni fa.
Non credo più molto invece nella razionalità, nella freddezza, nel "dovere".
Nuove emozioni parzialmente sconosciute si fanno strada dentro di me, scoprendo nuove ricchezze e nuove profondità.
mat

Rieccomi

Rieccomi.

E' passato molto tempo, ho vissuto intensamente, sono cambiato ed ora è tornata la voglia di condividere le mie emozioni con chi avrà voglia di leggerle.

mat

martedì, aprile 14, 2009

Il viaggiatore

Mat era un bambino molto curioso. Amava passeggiare nei boschi, ma non riusciva mai a fare molta strada perchè ad ogni passo trovava qualcosa per cui valeva la pena di fermarsi: una farfalla, una radice, un sasso.
Partiva molto presto al mattino dalla sua casa per andare a scuola, ogni giorno si sforzava di camminare veloce, ma ogni giorno arrivava a scuola in ritardo.
A volte riusciva nel suo proponimento di guardare sempre diritto davanti a sé e non fermarsi mai lungo il percorso. Allora arrivava a scuola puntuale e gli sembrava un mondo diverso: le chiacchiere con i compagni in cortile, la campanella, gli scherzi. Era molto meglio di quando arrivava da solo, in silenzio e tutto rosso andava a sedersi al banco con gli occhi di tutti che lo guardavano.
Però in quei giorni una tristezza incomprensibile restava dentro di lui, come l’ombra di mille occasioni perdute.

Seduto sul bordo della strada c’era un Viaggiatore. Aveva una valigia di cuoio impolverata, una giacca ed un cappello in testa.
Mat incuriosito si avvicinò e gli chiese:
- Da dove vieni?
- Sono stato in molti posti e in molti posti devo andare. Sto cercando un posto dove valga la pena di fermarsi.
Sbadigliò.
- Perché sbadigli?
- Perché sono annoiato – rispose.
- Che cosa vuol dire?
- Vuol dire che non c’è nulla di interessante da fare qui.
- A me piacerebbe essere grande e poter viaggiare come fai tu.
- Dopo un po’ che viaggi, tutti i posti sono uguali e non c’è più nulla da vedere.
- Allora devi fermarti in un posto solo e guardarlo più attentamente. – Disse Mat, che tutti i giorni faceva lo stesso percorso da casa a scuola e tutti i giorni lo trovava interessante.

martedì, aprile 07, 2009

Gioia

"Tutta la gioia di questo mondo
deriva dal desiderare la felicità degli altri.
Tutta la sofferenza di questo mondo
deriva dal desiderare la felicità di me stesso."
Shantideva

venerdì, dicembre 14, 2007

Azioni

"Coloro i quali, comprendendo la vacuità, si basano sulle azioni ed i loro risultati, sono più che sorprendenti, più che meravigliosi. ... Emergono dal fango senza esserne macchiati, come i petali del loto."
Un commentario alla mente dell'illuminazione (Nagarjuna)

Sono stato a Milano ad ascoltare l'insegnamento del Dalai Lama su questo testo durante lo scorso week end: illuminante!

lunedì, dicembre 03, 2007

Fragilità

Nulla avrebbe più potuto essere come prima.
Ora che aveva conosciuto il dolore, la malattia, la delusione, avrebbe continuato a temerle per tutta la vita.
In fondo ad ogni gioia ci sarebbe sempre stata la consapevolezza del dolore.
La spensieratezza se n'era andata per sempre.

Da un po' di tempo sto riflettendo sulla fragilità della gioia.

mat

sabato, dicembre 01, 2007

Arrendersi

Non sopporto chi si arrende.
Chi è scontento e non fa nulla per cambiare la sua situazione.
Chi è triste e si siede, aspettando chissà quale miracolo dall'esterno.

Non mi arrabbio quasi mai, ma questo "spreco di vita" mi fa arrabbiare.

La nostra vita è solo nelle nostre mani.
Nessun miracolo potrà avvenire per renderci felici.
Nessuno cambierà la nostra vita se non lo facciamo noi.

Ed intanto ogni istante che passa non tornerà indietro e la vita scorre: sprecata, gettata come un abito usato.
E' la sola cosa preziosa che abbiamo.

mat (arrabbiato)

giovedì, novembre 29, 2007

E' tornata la neve

E' tornata la neve sulle cime.

Immagino l'aria sottile, fredda e pura
ed il sole che si leva
sopra gli alberi imbiancati.

Amo l'inverno in montagna.

mat

mercoledì, novembre 28, 2007

Conoscenza

"La conoscenza razionale è ricavata dall'esperienza che abbiamo degli oggetti e degli eventi del nostro ambiente quotidiano. Essa appartiene al campo dell'intelletto, la cui funzione è quella di discriminare, dividere, confrontare, misurare e ordinare in categorie ... per questo motivo i buddhisti definiscono relativo questo tipo di conoscenza.
La conoscenza razionale è pertanto un sistema di concetti astratti e di simboli, caratterizzata dalla struttura lineare e sequenziale tipica del nostro modo di pensare e di parlare.
...
Il mondo naturale d'altra parte è un mondo di varietà e complessità infinite, un mondo multidimensionale che non contiene nè linee rette, nè forme perfettamente regolari, nel quale le cose non avvengono in successione, ma tutte contemporaneamente.
...
E' chiaro che il nostro sistema astratto di pensiero concettuale non potrà mai descrivere o comprendere questa realtà nella sua complessità."
Il tao della fisica (Fritjof Capra)

lunedì, novembre 26, 2007

Ferite

Quando si getta un sasso in un lago, esso sconvolge la superficie.
Poi lentamente va a fondo e l’acqua torna nuovamente immobile, senza traccia di ferite.

Ma il sasso è sul fondo del lago.

mat

giovedì, novembre 22, 2007

Nebbia

"Il loto fiorisce al sole
e perde tutto quello che ha.
Non vorrebbe rimanere in fiore
nella nebbia eterna dell'inverno."

-- Il giardiniere (R. Tagore)

Gioie fragili

Gioie fragili
attraversano la mia vita.

Inafferrabili e stupende
scivolano via
preziose
nel tempo
lasciando una piccola luce
per sempre
nel mio corpo
trasparente.

mat

mercoledì, novembre 21, 2007

Sulla morte

"(Il libro tibetano dei morti) rende chiaro il fatto che tutte le divinità ed i demoni, le forze della luce e delle tenebre sono dentro di noi e che coloro che vogliono vincere il signore della morte dovranno incontrarlo e riconoscerlo in vita. Allora la morte apparirà come la rivelatrice del mistero ultimo della vita."
La via delle nuvole bianche (Lama Anagarika Govinda)

mercoledì, ottobre 10, 2007

Mare

Ho trascorso l’ultimo weekend in barca a vela tra le isole toscane.
Vento forte, mare forza 4: la barca cavalcava le onde, inclinata, veloce.
Tutto il giorno così: dal mattino presto al tramonto.
Il tramonto autunnale è stato bellissimo: colori caldi, un po’ di foschia ed il mare che a poco a poco si faceva scuro. Dentro di me sensazione di pace, come sempre al tramonto.
Poi è venuta la notte, il freddo, le stelle, il mare nero e la schiuma bianca della prua che fendeva l’acqua. Le luci della terra erano lontanissime. Il vento non calava, come ci saremmo aspettati.
Mi piace navigare di notte, il mare di notte, il senso di raccoglimento e di fragilità che dà l’essere di notte in barca a vela al largo.
Non si riusciva a dormire: la barca era troppo inclinata ed agitata.
Continuavamo a navigare veloci e dopo tante ore sembrava che tutta la vita si fosse ridotta a regolare le vele, prendere il vento e cavalcare le onde: non c’erano più altri pensieri: la terra e la vita “normale” non esistevano più.
L’alba è stata fredda, grigia dapprima, poi il sole si è levato in un cielo azzurro chiaro chiaro. Eravamo infreddoliti ed a poco a poco abbiamo iniziato a scaldarci al sole. Il vento ancora non calava.
Con la luce abbiamo visto la nostra meta, che si avvicinava a poco a poco.
Eravamo stanchi, affamati e silenziosi.
A questo punto il piacere della navigazione era diventato meno importante della meta da raggiungere: calcolavamo i tempi, la velocità.
Arrivati al porto siamo andati a dormire nelle cuccette. Un sonno agitato, frammenti di sogni e di pensieri, interrotto dai rumori del porto.
Dopo qualche ora siamo ripartiti per raggiungere una baia poco distante. Il vento era calato, il mare era calmo ed il sole scaldava. L’atmosfera era completamente diversa.
Arrivati alla baia abbiamo fatto il bagno, ci siamo asciugati al sole, recuperando energie. Come spesso mi accade dopo esperienze così intense e lunghe, avevo la sensazione di un netto distacco dal passato, come se la mia vita potesse ricominciare da quel momento.
Abbiamo poi navigato per altri due giorni, ma con meno vento ed a ritmi più tranquilli.

mat

sabato, settembre 29, 2007

Il tempo

"Il tempo su di te ... scorre ... più lentamente".

Ieri ho rivisto un amico che non vedevo dal 11 settembre 2001 e mi ha detto queste parole, solleticando il mio ego. Lui era invece purtroppo abbastanza segnato dall'età.
Ho pensato che il merito è dello sport che faccio.
Forse dell'avere sempre milioni di cose da fare: non ho tempo per sedermi, pensare a cose tristi ed invecchiare.
Ho pensato che probabilmente è un fattore genetico, anche i miei genitori hanno sempre dimostrato meno anni di quelli che effettivamente avevano.
Ho pensato che forse è anche perchè io mi sento sempre ancora provvisorio in tutto: non vedo una situazione stabile, convinzioni stabili, scelte definitive dietro le spalle ed una strada segnata per il futuro...

Poi, siccome eravamo in Friuli ed io conosco un bellissimo posto non troppo distante, in Austria per fare jogging, ci sono andato ed ho corso per un'ora sotto la pioggia: solitudine e serenità perfetta.

mat

lunedì, settembre 24, 2007

Promessa

La stupefacente ricchezza d'esser vivo ...
La fame di emozioni ...
La paura di non aver abbastanza tempo ...

Tutto questo
di nuovo
qui
in questo
inizio d'autunno.

mat

venerdì, luglio 27, 2007

Rinascere - Un nuovo giorno

Oggi
sradico le mie radici.
Avevo sempre
immaginato
ferite e dolore.
Invece è facile
morire
tra i pini
e rinascere
libero
nel vuoto
dell’alba.

mat

mercoledì, luglio 25, 2007

Viaggiare dentro

"Assumi una mente
che non abbia dimora."
Sengai Gibon

domenica, luglio 22, 2007

Essere

"Be the change you wish to see in the world."
Gandhi

Ho letto per la prima volta questa frase domenica scorsa, poi l'ho ritrovata altre due volte in questa settimana.
Forse è arrivato per me il momento di rifletterci.

mat

domenica, luglio 15, 2007

Il secondo segno

Ero in volo per Parigi e quando è iniziata la di scesa, il comandante ha annunciato che c’era un problema tecnico per cui avremmo avuto un atterraggio d’emergenza all’aeroporto di destinazione, ci sarebbero stati i pompieri a bordo pista, ha raccomandato di seguire attentamente le istruzioni che ci avrebbero dato le hostess. Non ha detto altro.
Nell’aereo è sceso il gelo. Nessuno parlava.

Il io primo pensiero è stato: devo tirarmi fuori di qui. Non era possibile fare assolutamente nulla.

Allora ho pensato ai miei figli, a come sarebbe stata la loro vita senza di me (il primo pensiero ai figli: banale, ma reale).

Poi ho pensato che se quelli erano davvero i miei ultimi minuti di vita avrei dovuto forse pregare, ma non mi veniva nulla, forse ripensare alle cose belle della mia vita, forse fare un bilancio …

In realtà la mia testa era vuota e pensavo solo che entro pochi minuti avrei potuto morire bruciato: che questa volta era vero, non un pensiero teorico.
Immaginavo il mio corpo bruciare. Avevo le mani fredde ed una leggera nausea.

Ho pensato che tutte le cose dette (anche nel mio post precedente) sulla consapevolezza della nostra fragilità sono tutte fasulle: io non sono pronto a morire. Assolutamente no. Voglio vivere, con tutte le mie forze.

Il tempo non passava mai, io pensavo che avrei dovuto essere contento della lentezza, ma in realtà l’attesa senza poter fare niente era veramente dolorosa.

L’aereo si abbassava, si vedevano i campi, le strade, le automobili, tutte queste cose “entravano” dentro di me in modo particolare, con la sensazione che forse sarebbero state le ultime cose che avrei visto.

Nell’aereo tutti erano immobili e rigidi, nessuno era preso da attacchi di panico, tutti cercavano di guardare fuori dai finestrini.
Eravamo sempre più bassi. Raggiunta la pista, l’aereo è atterrato dolcemente ed ha proseguito la sua corsa frenando molto lentamente (ci hanno detto dopo che c’era un problema idraulico ai freni), quando finalmente si è fermato il comandante ha spento i motori e siamo stati circondati da mezzi dei pompieri.
Da quel momento tutto è tornato nella routine anche se abbiamo dovuto attendere un po’ per essere trainati fino al terminal.

Questa volta la sensazione che mi è rimasta è la voglia di festeggiare, di vivere intensamente. Mi sembra anche che sia stata la catarsi dalla sensazione di fragilità di sabato scorso.

Non capisco due cose:
1) perché l’altra volta che ho potuto “agire” per aiutare una persone che stava annegando ho riportato una sensazione di fragilità e questa volta che non ho potuto fare niente per sfuggire al destino ho soltanto la sensazione di voglia di vivere intensamente
2) cosa vuole dirmi la mia vita con questi due “segni forti” a distanza di una settimana l’uno dall’altro.

Ci rifletterò.

Domani mattina, prima di andare in ufficio, “urban jogging” alla Defense.

mat