Gioie fragili
attraversano la mia vita.
Inafferrabili e stupende
scivolano via
preziose
nel tempo
lasciando una piccola luce
per sempre
nel mio corpo
trasparente.
mat
Questo blog è un viaggio alla ricerca della felicità e del vivere fino in fondo il tempo della vita.
giovedì, novembre 22, 2007
mercoledì, novembre 21, 2007
Sulla morte
"(Il libro tibetano dei morti) rende chiaro il fatto che tutte le divinità ed i demoni, le forze della luce e delle tenebre sono dentro di noi e che coloro che vogliono vincere il signore della morte dovranno incontrarlo e riconoscerlo in vita. Allora la morte apparirà come la rivelatrice del mistero ultimo della vita."
La via delle nuvole bianche (Lama Anagarika Govinda)
mercoledì, ottobre 10, 2007
Mare
Ho trascorso l’ultimo weekend in barca a vela tra le isole toscane.
Vento forte, mare forza 4: la barca cavalcava le onde, inclinata, veloce.
Tutto il giorno così: dal mattino presto al tramonto.
Il tramonto autunnale è stato bellissimo: colori caldi, un po’ di foschia ed il mare che a poco a poco si faceva scuro. Dentro di me sensazione di pace, come sempre al tramonto.
Poi è venuta la notte, il freddo, le stelle, il mare nero e la schiuma bianca della prua che fendeva l’acqua. Le luci della terra erano lontanissime. Il vento non calava, come ci saremmo aspettati.
Mi piace navigare di notte, il mare di notte, il senso di raccoglimento e di fragilità che dà l’essere di notte in barca a vela al largo.
Non si riusciva a dormire: la barca era troppo inclinata ed agitata.
Continuavamo a navigare veloci e dopo tante ore sembrava che tutta la vita si fosse ridotta a regolare le vele, prendere il vento e cavalcare le onde: non c’erano più altri pensieri: la terra e la vita “normale” non esistevano più.
L’alba è stata fredda, grigia dapprima, poi il sole si è levato in un cielo azzurro chiaro chiaro. Eravamo infreddoliti ed a poco a poco abbiamo iniziato a scaldarci al sole. Il vento ancora non calava.
Con la luce abbiamo visto la nostra meta, che si avvicinava a poco a poco.
Eravamo stanchi, affamati e silenziosi.
A questo punto il piacere della navigazione era diventato meno importante della meta da raggiungere: calcolavamo i tempi, la velocità.
Arrivati al porto siamo andati a dormire nelle cuccette. Un sonno agitato, frammenti di sogni e di pensieri, interrotto dai rumori del porto.
Dopo qualche ora siamo ripartiti per raggiungere una baia poco distante. Il vento era calato, il mare era calmo ed il sole scaldava. L’atmosfera era completamente diversa.
Arrivati alla baia abbiamo fatto il bagno, ci siamo asciugati al sole, recuperando energie. Come spesso mi accade dopo esperienze così intense e lunghe, avevo la sensazione di un netto distacco dal passato, come se la mia vita potesse ricominciare da quel momento.
Abbiamo poi navigato per altri due giorni, ma con meno vento ed a ritmi più tranquilli.
mat
sabato, settembre 29, 2007
Il tempo
"Il tempo su di te ... scorre ... più lentamente".
Ieri ho rivisto un amico che non vedevo dal 11 settembre 2001 e mi ha detto queste parole, solleticando il mio ego. Lui era invece purtroppo abbastanza segnato dall'età.
Ho pensato che il merito è dello sport che faccio.
Forse dell'avere sempre milioni di cose da fare: non ho tempo per sedermi, pensare a cose tristi ed invecchiare.
Ho pensato che probabilmente è un fattore genetico, anche i miei genitori hanno sempre dimostrato meno anni di quelli che effettivamente avevano.
Ho pensato che forse è anche perchè io mi sento sempre ancora provvisorio in tutto: non vedo una situazione stabile, convinzioni stabili, scelte definitive dietro le spalle ed una strada segnata per il futuro...
Poi, siccome eravamo in Friuli ed io conosco un bellissimo posto non troppo distante, in Austria per fare jogging, ci sono andato ed ho corso per un'ora sotto la pioggia: solitudine e serenità perfetta.
mat
lunedì, settembre 24, 2007
Promessa
La stupefacente ricchezza d'esser vivo ...
La fame di emozioni ...
La paura di non aver abbastanza tempo ...
Tutto questo
di nuovo
qui
in questo
inizio d'autunno.
mat
La fame di emozioni ...
La paura di non aver abbastanza tempo ...
Tutto questo
di nuovo
qui
in questo
inizio d'autunno.
mat
venerdì, luglio 27, 2007
Rinascere - Un nuovo giorno
Oggi
sradico le mie radici.
Avevo sempre
immaginato
ferite e dolore.
Invece è facile
morire
tra i pini
e rinascere
libero
nel vuoto
dell’alba.
mat
sradico le mie radici.
Avevo sempre
immaginato
ferite e dolore.
Invece è facile
morire
tra i pini
e rinascere
libero
nel vuoto
dell’alba.
mat
mercoledì, luglio 25, 2007
domenica, luglio 22, 2007
Essere
"Be the change you wish to see in the world."
Gandhi
mat
Gandhi
Ho letto per la prima volta questa frase domenica scorsa, poi l'ho ritrovata altre due volte in questa settimana.
Forse è arrivato per me il momento di rifletterci.mat
domenica, luglio 15, 2007
Il secondo segno
Ero in volo per Parigi e quando è iniziata la di scesa, il comandante ha annunciato che c’era un problema tecnico per cui avremmo avuto un atterraggio d’emergenza all’aeroporto di destinazione, ci sarebbero stati i pompieri a bordo pista, ha raccomandato di seguire attentamente le istruzioni che ci avrebbero dato le hostess. Non ha detto altro.
Nell’aereo è sceso il gelo. Nessuno parlava.
Il io primo pensiero è stato: devo tirarmi fuori di qui. Non era possibile fare assolutamente nulla.
Allora ho pensato ai miei figli, a come sarebbe stata la loro vita senza di me (il primo pensiero ai figli: banale, ma reale).
Poi ho pensato che se quelli erano davvero i miei ultimi minuti di vita avrei dovuto forse pregare, ma non mi veniva nulla, forse ripensare alle cose belle della mia vita, forse fare un bilancio …
In realtà la mia testa era vuota e pensavo solo che entro pochi minuti avrei potuto morire bruciato: che questa volta era vero, non un pensiero teorico.
Immaginavo il mio corpo bruciare. Avevo le mani fredde ed una leggera nausea.
Ho pensato che tutte le cose dette (anche nel mio post precedente) sulla consapevolezza della nostra fragilità sono tutte fasulle: io non sono pronto a morire. Assolutamente no. Voglio vivere, con tutte le mie forze.
Il tempo non passava mai, io pensavo che avrei dovuto essere contento della lentezza, ma in realtà l’attesa senza poter fare niente era veramente dolorosa.
L’aereo si abbassava, si vedevano i campi, le strade, le automobili, tutte queste cose “entravano” dentro di me in modo particolare, con la sensazione che forse sarebbero state le ultime cose che avrei visto.
Nell’aereo tutti erano immobili e rigidi, nessuno era preso da attacchi di panico, tutti cercavano di guardare fuori dai finestrini.
Eravamo sempre più bassi. Raggiunta la pista, l’aereo è atterrato dolcemente ed ha proseguito la sua corsa frenando molto lentamente (ci hanno detto dopo che c’era un problema idraulico ai freni), quando finalmente si è fermato il comandante ha spento i motori e siamo stati circondati da mezzi dei pompieri.
Da quel momento tutto è tornato nella routine anche se abbiamo dovuto attendere un po’ per essere trainati fino al terminal.
Questa volta la sensazione che mi è rimasta è la voglia di festeggiare, di vivere intensamente. Mi sembra anche che sia stata la catarsi dalla sensazione di fragilità di sabato scorso.
Non capisco due cose:
1) perché l’altra volta che ho potuto “agire” per aiutare una persone che stava annegando ho riportato una sensazione di fragilità e questa volta che non ho potuto fare niente per sfuggire al destino ho soltanto la sensazione di voglia di vivere intensamente
2) cosa vuole dirmi la mia vita con questi due “segni forti” a distanza di una settimana l’uno dall’altro.
Ci rifletterò.
Domani mattina, prima di andare in ufficio, “urban jogging” alla Defense.
mat
lunedì, luglio 09, 2007
In equilibrio instabile
Sabato ero al mare, sono andato a fare una nuotata al largo.
Un uomo mi seguiva ad una certa distanza. Quando ho iniziato a tornare verso riva, anche lui si è girato ed è tornato indietro.
La spiaggia era ancora piccola e lontana, quando ha iniziato a chiedere aiuto. Mi sono girato, sono tornato verso di lui, aveva bevuto e soprattutto si era impaurito. Annaspava, continuava a bere ed a chiamare aiuto.
Io nuoto bene, ma non conosco la tecnica per salvare persone. Mi sono fermato a circa due metri da lui, terrorizzato dall’idea che si aggrappasse a me e finissimo sott’acqua entrambi.
Gli ho parlato per tranquillizzarlo e gli ho detto di mettersi a morto, che l’avrei portato io a riva. Piano piano si è calmato, l’ho fatto attaccare ad un mio piede ed ho iniziato a nuotare verso riva.
Il mare era un po' mosso e quando eravamo nell'incavo dell'onda, la terra non si vedeva più. Procedevamo molto piano, per fortuna dopo poco si è ripreso ed ha iniziato a nuotare da solo. Nuotavamo piano, chiacchierando, mi ha detto di aver avuto paura, abbiamo parlato del mare, della fatica, con una strana intimità.
Arrivati a riva mi ha ringraziato e poi ci siamo separati.
La prima cosa che non mi aspettavo è che questa avventura mi ha lasciato un’ipersensibilità verso la tristezza: da allora mi sembra intollerabile pensare all’infinita sofferenza del mondo. Mi si blocca lo stomaco quando penso ai bambini che muoiono di fame, alle persone malate, a chi perde il lavoro e non sa come arrivare a fine mese …
Una spiegazione è che forse l’aver vissuto da vicino l’esperienza di quanto sia facile perdere tutto in un solo momento ha generato delle incertezze profonde nella mia mente e la consapevolezza della mia fragilità. Normalmente infatti considero la mia vita attuale solida e stabile, mentre l’esperienza di sabato mi ha dimostrato che in fondo stiamo sempre camminando su una corda tesa sopra un precipizio: un attimo e si vola via!
Banale a dirsi, ma viverlo davvero lascia dei segni profondi.
La seconda cosa strana e che anche quando avevo 22 anni ho contribuito ad aiutare una persona in difficoltà (su una parete di roccia quella volta) e nei giorni successivi l’unica emozione che mi era rimasta era un insieme di forza, non di fragilità!
mat
mercoledì, giugno 27, 2007
Azione
"I can't come at present, but I shall come later, I promise you. You cannot imagine how hard it is for me to stay here."
"No, I cannot imagine and I don't believe it," says Zinaida quickly. "When a man wants anything as strong as you say you do, he acts."
Strange life of Ivan Osokin (P. D. Ouspensky)
Azione come conseguenza del volere e come mezzo per raggiungere un risultato, quindi.
Sicuramente è così, ma per me l'azione ha sempre significato anche libertà, gioia e compimento.
Il successo o l’insuccesso dell'azione in sé mi è sempre sembrato meno importante della gioia che l'azione provoca in me.
E' un po' il discorso della strada e della meta: probabilmente la strada è più importante della meta.
mat
martedì, giugno 26, 2007
Dialogo con mia figlia
"Dove vanno gli alberi quando muoiono?" mi ha chiesto mia figlia.
"Nel paradiso degli alberi e poi possono trasformarsi e ritornare qui come animali o come uomini."
"Quindi anch'io potrei essere stata un albero."
"Sì, probabilmente nella nostra vita c'è un pezzo di vita degli alberi, di vita degli animali e di vita degli altri uomini."
"Per questo quando agito le braccia mi sembrano i rami di un albero.”
Ripensandoci queste parole sono più profonde di quanto mi siano sembrate all'inizio.
mat
mercoledì, giugno 20, 2007
Chi siamo
"Come un uomo, vedendo la propria immagine riflessa in uno specchio, sa comunque che non si tratta di un'altra persona, così è in effetti la differenza tra lui e Dio."
Srimad Bhagavatam
venerdì, giugno 08, 2007
La ricerca della felicità
"La saggezza mi dice che non sono nulla,
l'amore mi dice che sono tutto
e tra i due la vita fluisce.
...
Immaginare che qualche piccola cosa
- cibo, sesso, potere, fama -
ti possa rendere felice è ingannare se stessi.
Solo qualcosa vasto e profondo come il tuo sè reale
può renderti veramente e durevolmente felice."
Nisargadatta Maharaj
... per Cristina.
l'amore mi dice che sono tutto
e tra i due la vita fluisce.
...
Immaginare che qualche piccola cosa
- cibo, sesso, potere, fama -
ti possa rendere felice è ingannare se stessi.
Solo qualcosa vasto e profondo come il tuo sè reale
può renderti veramente e durevolmente felice."
Nisargadatta Maharaj
... per Cristina.
giovedì, giugno 07, 2007
Transitorietà
"Se la mente è consapevole della transitorietà, non si rattrista della ghirlanda che appassisce, ma se la mente ritiene permanenti le cose, si rattrista anche per un coccio rotto. "
Sârasamuccaya
Sto imparando ad apprezzare la transitorietà, senza rimpianti. Non è facile farlo fino in fondo.
mat
Sârasamuccaya
Sto imparando ad apprezzare la transitorietà, senza rimpianti. Non è facile farlo fino in fondo.
mat
mercoledì, giugno 06, 2007
Avere
Nulla
possiamo avere,
perchè non possiamo
fermare il tempo.
Essere
Oltre le immagini,
in una storia senza fine,
cerco di essere
felice.
Nulla
possiamo avere,
perchè non possiamo
fermare il tempo.
Essere
Oltre le immagini,
in una storia senza fine,
cerco di essere
felice.
Ho fatto milioni di cose in questo mese di maggio, sono stato in molti posti ed ho vissuto intensamente ogni istante. Ho speso tutte le mie energie nel fare, senza tempo per pensare. Ora ho bisogno di una pausa di riflessione, così torno nuovamente qui. Ancora una volta con il proposito di dedicare più tempo a questo spazio.
mat
venerdì, maggio 11, 2007
Vivere nel presente
"Senza compiere alcuno sforzo,
restando sciolti e naturali,
è possibile spezzare il giogo,
e ottenere la Liberazione.
....
Chi si aggrappa alla mente
non vede la verità che sta oltre la mente.
Chi si sforza di praticare il Dharma
non trova la verità che è al di là della pratica.
Per conoscere ciò che è al di là sia della mente che della pratica
bisogna tagliare di netto la radice della mente
e, nudi, guardare.
Bisogna abbandonare ogni distinzione
e restare rilassati.
Non bisogna dare né prendere,
bensì restare naturali:
Mahamudra è al di là dell'accettazione e del rifiuto."
Milopa (Il canto di Mahamudra)
restando sciolti e naturali,
è possibile spezzare il giogo,
e ottenere la Liberazione.
....
Chi si aggrappa alla mente
non vede la verità che sta oltre la mente.
Chi si sforza di praticare il Dharma
non trova la verità che è al di là della pratica.
Per conoscere ciò che è al di là sia della mente che della pratica
bisogna tagliare di netto la radice della mente
e, nudi, guardare.
Bisogna abbandonare ogni distinzione
e restare rilassati.
Non bisogna dare né prendere,
bensì restare naturali:
Mahamudra è al di là dell'accettazione e del rifiuto."
Milopa (Il canto di Mahamudra)
giovedì, maggio 10, 2007
A me stesso
Senza sforzo
nella luce chiara del nuovo giorno
apro le mie ali bianche
e volo.
Il cielo trasparente
mi accoglie
e finalmente mi sostiene.
La vita è semplice:
basta aprire gli occhi al mattino,
vedere le meraviglie
nel mondo e dentro di me,
ed amare ogni cosa.
Vorrei poter rivivere tutti insieme i momenti belli della mia vita.
mat
nella luce chiara del nuovo giorno
apro le mie ali bianche
e volo.
Il cielo trasparente
mi accoglie
e finalmente mi sostiene.
La vita è semplice:
basta aprire gli occhi al mattino,
vedere le meraviglie
nel mondo e dentro di me,
ed amare ogni cosa.
Vorrei poter rivivere tutti insieme i momenti belli della mia vita.
mat
mercoledì, maggio 02, 2007
In morte di un amico: il vuoto, il dolore, l'incredulità
Off.
Spento ogni soffio vitale,
non c’è più conoscenza nel tuo corpo immobile,
non c’è più amore nelle tue mani fredde,
la gioia non è più nei tuoi occhi spenti.
D’un tratto,
non c’è più un futuro con te:
tutto quello che poteva essere
è già accaduto.
Il riflesso della tua vita fisica
è ancora nei miei occhi,
ma tu sei lontano,
irraggiungibile,
ed io galleggio senza più forze,
alla deriva in una notte nera e fredda.
Spento ogni soffio vitale,
non c’è più conoscenza nel tuo corpo immobile,
non c’è più amore nelle tue mani fredde,
la gioia non è più nei tuoi occhi spenti.
D’un tratto,
non c’è più un futuro con te:
tutto quello che poteva essere
è già accaduto.
Il riflesso della tua vita fisica
è ancora nei miei occhi,
ma tu sei lontano,
irraggiungibile,
ed io galleggio senza più forze,
alla deriva in una notte nera e fredda.
Vorrei davvero credere che in questo momento una nuova luce illumini la tua nuova vita appena creata.
La telefonata di un'amica mi porta questa notizia, io sono lontano a Parigi, devo decidere se tornare in fretta per adempiere ai riti umani o restare e portare la ferita soltanto dentro di me.
mat
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