Io sono l’acqua trasparente,
io sono il vento senza forma,
io sono l’onda dell’oceano.
Io sono l’aria fredda del mattino,
io sono il profumo del bosco,
io sono roccia e ghiaccio.
Io sono l’attimo che appare,
Io sono alba e tramonto,
Io sono primavera ed autunno.
Io sono coloro a cui ho fatto il bene,
io sono coloro a cui ho fatto il male.
Io sono il bimbo che nasce,
io sono l’uomo che muore.
Io sono il samsara,
io sono gioia e dolore,
io sono la pura vastità del vuoto.
Io sono un’illusione.
Io sono, adesso.
mat
Questo blog è un viaggio alla ricerca della felicità e del vivere fino in fondo il tempo della vita.
venerdì, agosto 28, 2009
giovedì, agosto 27, 2009
Vuoto
Ho riflettuto molto sul concetto di vuoto buddhista e forse mi sto avvicinando a comprenderlo. Il buddhismo afferma che l'esistenza indipendente di esseri viventi ed oggetti è soltanto un'illusione. In altre parole il fatto che io esista come essere indipendente e separato da altri esseri è un'illusione.
Per anni questo concetto mi è stato difficile da accettare, negli ultimi tempi invece mi sembra di comprenderlo.
Ci sono arrivato seguendo tre ragionamenti convergenti.
Il primo è che nulla di quello che esiste in forma separata (essere vivente o oggetto) può esistere in maniera autonoma: se scomparisse quello che mi circonda scomparirei anch'io. Infatti se non ci fossero il sole, la terra, il mare, gli alberi e soprattutto se non ci fosse un equilibrio tra tutti questi elementi io non potrei esistere come persona. Estendendo il ragionamento si arriva a comprendere che ogni cosa dipende tutte le altre e che io stesso dipendo da tutto l'universo.
Inoltre se non ci fosse stata una lunghissima catena di eventi indipendenti da me, io non potrei esistere. La mia esistenza dipende infatti (almeno) dall'incontro tra mio padre e mia madre, ma la loro esistenza dipende dall'incontro tra i miei nonni e, risalendo, tutto dipende dalla oscura e remota combinazione di aminoacidi che ha dato origine alla vita sulla terra, che a sua volta dipende da come si è evoluto il sistema solare ... e così via risalendo fino al big bang, che ha dato origine ad una catena di eventi che ha generato la mia esistenza.
Il terzo ragionamento è che se cerco di scoprire che cosa "sono", trovo il vuoto. Sicuramente non sono (soltanto) il mio corpo: che è un agglomerato di materia organizzata, destinata a decomporsi e trasformarsi dopo la morte, non sono (soltanto) i miei pensieri o la mia coscienza, che al momento della morte scompariranno.
Potrebbe esserci un'anima "personale", diversa da tutto questo e che continua ad esistere in qualche forma completamente diversa dopo la morte (come descritto dalle religioni teistiche). In realtà però mi riesce più facile immaginare me stesso come la manifestazione temporanea della "forza" che organizza materia, pensieri, emozioni e tutto l'universo.
Riesco infatti ad immaginare la mia vita come un'onda nell'oceano: non esiste di per sè, non è un "oggetto". Non è nulla a cui si possa attribuire un'esistenza separata: è il movimento dell'acqua.
Con il tempo ogni onda scompare ed altre onde prendono il suo posto nell'immensa danza dell'oceano. E l'oceano resterà sempre uguale, come il cielo resta sempre uguale nonostante le nuvole che lo attraversano.
Sono concetti molto difficili da esprimere a parole, forse impossibili, ma spero di aver aperto qualche spiraglio che ne permetta l'intuizione.
mat
venerdì, luglio 24, 2009
Cambiamenti
"Quando mi vidi giunto in quella parte
di mia etade ove ciascun dovrebbe
calar le vele e raccoglier le sarte,
ciò che pria mi piacëa, allor m’increbbe"
-- Dante (Divina Commedia - Inferno, canto XXVII)
di mia etade ove ciascun dovrebbe
calar le vele e raccoglier le sarte,
ciò che pria mi piacëa, allor m’increbbe"
-- Dante (Divina Commedia - Inferno, canto XXVII)
Così è come mi sento in questo periodo, aggiungendo che d'altra parte apprezzo molte cose che prima non mi piacevano o non mi sembravano importanti.
Ad esempio apprezzo la dolcezza, la semplicità, la bellezza molto più di quanto non fossi in grado di fare fino a pochi anni fa.
Non credo più molto invece nella razionalità, nella freddezza, nel "dovere".
Nuove emozioni parzialmente sconosciute si fanno strada dentro di me, scoprendo nuove ricchezze e nuove profondità.
mat
Rieccomi
Rieccomi.
E' passato molto tempo, ho vissuto intensamente, sono cambiato ed ora è tornata la voglia di condividere le mie emozioni con chi avrà voglia di leggerle.
mat
E' passato molto tempo, ho vissuto intensamente, sono cambiato ed ora è tornata la voglia di condividere le mie emozioni con chi avrà voglia di leggerle.
mat
martedì, aprile 14, 2009
Il viaggiatore
Mat era un bambino molto curioso. Amava passeggiare nei boschi, ma non riusciva mai a fare molta strada perchè ad ogni passo trovava qualcosa per cui valeva la pena di fermarsi: una farfalla, una radice, un sasso.
Partiva molto presto al mattino dalla sua casa per andare a scuola, ogni giorno si sforzava di camminare veloce, ma ogni giorno arrivava a scuola in ritardo.
A volte riusciva nel suo proponimento di guardare sempre diritto davanti a sé e non fermarsi mai lungo il percorso. Allora arrivava a scuola puntuale e gli sembrava un mondo diverso: le chiacchiere con i compagni in cortile, la campanella, gli scherzi. Era molto meglio di quando arrivava da solo, in silenzio e tutto rosso andava a sedersi al banco con gli occhi di tutti che lo guardavano.
Però in quei giorni una tristezza incomprensibile restava dentro di lui, come l’ombra di mille occasioni perdute.
Seduto sul bordo della strada c’era un Viaggiatore. Aveva una valigia di cuoio impolverata, una giacca ed un cappello in testa.
Mat incuriosito si avvicinò e gli chiese:
- Da dove vieni?
- Sono stato in molti posti e in molti posti devo andare. Sto cercando un posto dove valga la pena di fermarsi.
Sbadigliò.
- Perché sbadigli?
- Perché sono annoiato – rispose.
- Che cosa vuol dire?
- Vuol dire che non c’è nulla di interessante da fare qui.
- A me piacerebbe essere grande e poter viaggiare come fai tu.
- Dopo un po’ che viaggi, tutti i posti sono uguali e non c’è più nulla da vedere.
- Allora devi fermarti in un posto solo e guardarlo più attentamente. – Disse Mat, che tutti i giorni faceva lo stesso percorso da casa a scuola e tutti i giorni lo trovava interessante.
martedì, aprile 07, 2009
Gioia
"Tutta la gioia di questo mondo
deriva dal desiderare la felicità degli altri.
Tutta la sofferenza di questo mondo
deriva dal desiderare la felicità di me stesso."
Shantideva
deriva dal desiderare la felicità degli altri.
Tutta la sofferenza di questo mondo
deriva dal desiderare la felicità di me stesso."
Shantideva
venerdì, dicembre 14, 2007
Azioni
"Coloro i quali, comprendendo la vacuità, si basano sulle azioni ed i loro risultati, sono più che sorprendenti, più che meravigliosi. ... Emergono dal fango senza esserne macchiati, come i petali del loto."
Un commentario alla mente dell'illuminazione (Nagarjuna)Sono stato a Milano ad ascoltare l'insegnamento del Dalai Lama su questo testo durante lo scorso week end: illuminante!
lunedì, dicembre 03, 2007
Fragilità
Nulla avrebbe più potuto essere come prima.
Ora che aveva conosciuto il dolore, la malattia, la delusione, avrebbe continuato a temerle per tutta la vita.
In fondo ad ogni gioia ci sarebbe sempre stata la consapevolezza del dolore.
La spensieratezza se n'era andata per sempre.
Da un po' di tempo sto riflettendo sulla fragilità della gioia.
mat
sabato, dicembre 01, 2007
Arrendersi
Non sopporto chi si arrende.
Chi è scontento e non fa nulla per cambiare la sua situazione.
Chi è triste e si siede, aspettando chissà quale miracolo dall'esterno.
Non mi arrabbio quasi mai, ma questo "spreco di vita" mi fa arrabbiare.
La nostra vita è solo nelle nostre mani.
Nessun miracolo potrà avvenire per renderci felici.
Nessuno cambierà la nostra vita se non lo facciamo noi.
Ed intanto ogni istante che passa non tornerà indietro e la vita scorre: sprecata, gettata come un abito usato.
E' la sola cosa preziosa che abbiamo.
mat (arrabbiato)
Chi è scontento e non fa nulla per cambiare la sua situazione.
Chi è triste e si siede, aspettando chissà quale miracolo dall'esterno.
Non mi arrabbio quasi mai, ma questo "spreco di vita" mi fa arrabbiare.
La nostra vita è solo nelle nostre mani.
Nessun miracolo potrà avvenire per renderci felici.
Nessuno cambierà la nostra vita se non lo facciamo noi.
Ed intanto ogni istante che passa non tornerà indietro e la vita scorre: sprecata, gettata come un abito usato.
E' la sola cosa preziosa che abbiamo.
mat (arrabbiato)
giovedì, novembre 29, 2007
E' tornata la neve
E' tornata la neve sulle cime.
Immagino l'aria sottile, fredda e pura
ed il sole che si leva
sopra gli alberi imbiancati.
Amo l'inverno in montagna.
mat
Immagino l'aria sottile, fredda e pura
ed il sole che si leva
sopra gli alberi imbiancati.
Amo l'inverno in montagna.
mat
mercoledì, novembre 28, 2007
Conoscenza
"La conoscenza razionale è ricavata dall'esperienza che abbiamo degli oggetti e degli eventi del nostro ambiente quotidiano. Essa appartiene al campo dell'intelletto, la cui funzione è quella di discriminare, dividere, confrontare, misurare e ordinare in categorie ... per questo motivo i buddhisti definiscono relativo questo tipo di conoscenza.
La conoscenza razionale è pertanto un sistema di concetti astratti e di simboli, caratterizzata dalla struttura lineare e sequenziale tipica del nostro modo di pensare e di parlare.
...
Il mondo naturale d'altra parte è un mondo di varietà e complessità infinite, un mondo multidimensionale che non contiene nè linee rette, nè forme perfettamente regolari, nel quale le cose non avvengono in successione, ma tutte contemporaneamente.
...
E' chiaro che il nostro sistema astratto di pensiero concettuale non potrà mai descrivere o comprendere questa realtà nella sua complessità."
Il tao della fisica (Fritjof Capra)
lunedì, novembre 26, 2007
Ferite
Quando si getta un sasso in un lago, esso sconvolge la superficie.
Poi lentamente va a fondo e l’acqua torna nuovamente immobile, senza traccia di ferite.
Ma il sasso è sul fondo del lago.
mat
Poi lentamente va a fondo e l’acqua torna nuovamente immobile, senza traccia di ferite.
Ma il sasso è sul fondo del lago.
mat
giovedì, novembre 22, 2007
Nebbia
"Il loto fiorisce al sole
e perde tutto quello che ha.
Non vorrebbe rimanere in fiore
nella nebbia eterna dell'inverno."
-- Il giardiniere (R. Tagore)
e perde tutto quello che ha.
Non vorrebbe rimanere in fiore
nella nebbia eterna dell'inverno."
-- Il giardiniere (R. Tagore)
Gioie fragili
Gioie fragili
attraversano la mia vita.
Inafferrabili e stupende
scivolano via
preziose
nel tempo
lasciando una piccola luce
per sempre
nel mio corpo
trasparente.
mat
attraversano la mia vita.
Inafferrabili e stupende
scivolano via
preziose
nel tempo
lasciando una piccola luce
per sempre
nel mio corpo
trasparente.
mat
mercoledì, novembre 21, 2007
Sulla morte
"(Il libro tibetano dei morti) rende chiaro il fatto che tutte le divinità ed i demoni, le forze della luce e delle tenebre sono dentro di noi e che coloro che vogliono vincere il signore della morte dovranno incontrarlo e riconoscerlo in vita. Allora la morte apparirà come la rivelatrice del mistero ultimo della vita."
La via delle nuvole bianche (Lama Anagarika Govinda)
mercoledì, ottobre 10, 2007
Mare
Ho trascorso l’ultimo weekend in barca a vela tra le isole toscane.
Vento forte, mare forza 4: la barca cavalcava le onde, inclinata, veloce.
Tutto il giorno così: dal mattino presto al tramonto.
Il tramonto autunnale è stato bellissimo: colori caldi, un po’ di foschia ed il mare che a poco a poco si faceva scuro. Dentro di me sensazione di pace, come sempre al tramonto.
Poi è venuta la notte, il freddo, le stelle, il mare nero e la schiuma bianca della prua che fendeva l’acqua. Le luci della terra erano lontanissime. Il vento non calava, come ci saremmo aspettati.
Mi piace navigare di notte, il mare di notte, il senso di raccoglimento e di fragilità che dà l’essere di notte in barca a vela al largo.
Non si riusciva a dormire: la barca era troppo inclinata ed agitata.
Continuavamo a navigare veloci e dopo tante ore sembrava che tutta la vita si fosse ridotta a regolare le vele, prendere il vento e cavalcare le onde: non c’erano più altri pensieri: la terra e la vita “normale” non esistevano più.
L’alba è stata fredda, grigia dapprima, poi il sole si è levato in un cielo azzurro chiaro chiaro. Eravamo infreddoliti ed a poco a poco abbiamo iniziato a scaldarci al sole. Il vento ancora non calava.
Con la luce abbiamo visto la nostra meta, che si avvicinava a poco a poco.
Eravamo stanchi, affamati e silenziosi.
A questo punto il piacere della navigazione era diventato meno importante della meta da raggiungere: calcolavamo i tempi, la velocità.
Arrivati al porto siamo andati a dormire nelle cuccette. Un sonno agitato, frammenti di sogni e di pensieri, interrotto dai rumori del porto.
Dopo qualche ora siamo ripartiti per raggiungere una baia poco distante. Il vento era calato, il mare era calmo ed il sole scaldava. L’atmosfera era completamente diversa.
Arrivati alla baia abbiamo fatto il bagno, ci siamo asciugati al sole, recuperando energie. Come spesso mi accade dopo esperienze così intense e lunghe, avevo la sensazione di un netto distacco dal passato, come se la mia vita potesse ricominciare da quel momento.
Abbiamo poi navigato per altri due giorni, ma con meno vento ed a ritmi più tranquilli.
mat
sabato, settembre 29, 2007
Il tempo
"Il tempo su di te ... scorre ... più lentamente".
Ieri ho rivisto un amico che non vedevo dal 11 settembre 2001 e mi ha detto queste parole, solleticando il mio ego. Lui era invece purtroppo abbastanza segnato dall'età.
Ho pensato che il merito è dello sport che faccio.
Forse dell'avere sempre milioni di cose da fare: non ho tempo per sedermi, pensare a cose tristi ed invecchiare.
Ho pensato che probabilmente è un fattore genetico, anche i miei genitori hanno sempre dimostrato meno anni di quelli che effettivamente avevano.
Ho pensato che forse è anche perchè io mi sento sempre ancora provvisorio in tutto: non vedo una situazione stabile, convinzioni stabili, scelte definitive dietro le spalle ed una strada segnata per il futuro...
Poi, siccome eravamo in Friuli ed io conosco un bellissimo posto non troppo distante, in Austria per fare jogging, ci sono andato ed ho corso per un'ora sotto la pioggia: solitudine e serenità perfetta.
mat
lunedì, settembre 24, 2007
Promessa
La stupefacente ricchezza d'esser vivo ...
La fame di emozioni ...
La paura di non aver abbastanza tempo ...
Tutto questo
di nuovo
qui
in questo
inizio d'autunno.
mat
La fame di emozioni ...
La paura di non aver abbastanza tempo ...
Tutto questo
di nuovo
qui
in questo
inizio d'autunno.
mat
venerdì, luglio 27, 2007
Rinascere - Un nuovo giorno
Oggi
sradico le mie radici.
Avevo sempre
immaginato
ferite e dolore.
Invece è facile
morire
tra i pini
e rinascere
libero
nel vuoto
dell’alba.
mat
sradico le mie radici.
Avevo sempre
immaginato
ferite e dolore.
Invece è facile
morire
tra i pini
e rinascere
libero
nel vuoto
dell’alba.
mat
mercoledì, luglio 25, 2007
domenica, luglio 22, 2007
Essere
"Be the change you wish to see in the world."
Gandhi
mat
Gandhi
Ho letto per la prima volta questa frase domenica scorsa, poi l'ho ritrovata altre due volte in questa settimana.
Forse è arrivato per me il momento di rifletterci.mat
domenica, luglio 15, 2007
Il secondo segno
Ero in volo per Parigi e quando è iniziata la di scesa, il comandante ha annunciato che c’era un problema tecnico per cui avremmo avuto un atterraggio d’emergenza all’aeroporto di destinazione, ci sarebbero stati i pompieri a bordo pista, ha raccomandato di seguire attentamente le istruzioni che ci avrebbero dato le hostess. Non ha detto altro.
Nell’aereo è sceso il gelo. Nessuno parlava.
Il io primo pensiero è stato: devo tirarmi fuori di qui. Non era possibile fare assolutamente nulla.
Allora ho pensato ai miei figli, a come sarebbe stata la loro vita senza di me (il primo pensiero ai figli: banale, ma reale).
Poi ho pensato che se quelli erano davvero i miei ultimi minuti di vita avrei dovuto forse pregare, ma non mi veniva nulla, forse ripensare alle cose belle della mia vita, forse fare un bilancio …
In realtà la mia testa era vuota e pensavo solo che entro pochi minuti avrei potuto morire bruciato: che questa volta era vero, non un pensiero teorico.
Immaginavo il mio corpo bruciare. Avevo le mani fredde ed una leggera nausea.
Ho pensato che tutte le cose dette (anche nel mio post precedente) sulla consapevolezza della nostra fragilità sono tutte fasulle: io non sono pronto a morire. Assolutamente no. Voglio vivere, con tutte le mie forze.
Il tempo non passava mai, io pensavo che avrei dovuto essere contento della lentezza, ma in realtà l’attesa senza poter fare niente era veramente dolorosa.
L’aereo si abbassava, si vedevano i campi, le strade, le automobili, tutte queste cose “entravano” dentro di me in modo particolare, con la sensazione che forse sarebbero state le ultime cose che avrei visto.
Nell’aereo tutti erano immobili e rigidi, nessuno era preso da attacchi di panico, tutti cercavano di guardare fuori dai finestrini.
Eravamo sempre più bassi. Raggiunta la pista, l’aereo è atterrato dolcemente ed ha proseguito la sua corsa frenando molto lentamente (ci hanno detto dopo che c’era un problema idraulico ai freni), quando finalmente si è fermato il comandante ha spento i motori e siamo stati circondati da mezzi dei pompieri.
Da quel momento tutto è tornato nella routine anche se abbiamo dovuto attendere un po’ per essere trainati fino al terminal.
Questa volta la sensazione che mi è rimasta è la voglia di festeggiare, di vivere intensamente. Mi sembra anche che sia stata la catarsi dalla sensazione di fragilità di sabato scorso.
Non capisco due cose:
1) perché l’altra volta che ho potuto “agire” per aiutare una persone che stava annegando ho riportato una sensazione di fragilità e questa volta che non ho potuto fare niente per sfuggire al destino ho soltanto la sensazione di voglia di vivere intensamente
2) cosa vuole dirmi la mia vita con questi due “segni forti” a distanza di una settimana l’uno dall’altro.
Ci rifletterò.
Domani mattina, prima di andare in ufficio, “urban jogging” alla Defense.
mat
lunedì, luglio 09, 2007
In equilibrio instabile
Sabato ero al mare, sono andato a fare una nuotata al largo.
Un uomo mi seguiva ad una certa distanza. Quando ho iniziato a tornare verso riva, anche lui si è girato ed è tornato indietro.
La spiaggia era ancora piccola e lontana, quando ha iniziato a chiedere aiuto. Mi sono girato, sono tornato verso di lui, aveva bevuto e soprattutto si era impaurito. Annaspava, continuava a bere ed a chiamare aiuto.
Io nuoto bene, ma non conosco la tecnica per salvare persone. Mi sono fermato a circa due metri da lui, terrorizzato dall’idea che si aggrappasse a me e finissimo sott’acqua entrambi.
Gli ho parlato per tranquillizzarlo e gli ho detto di mettersi a morto, che l’avrei portato io a riva. Piano piano si è calmato, l’ho fatto attaccare ad un mio piede ed ho iniziato a nuotare verso riva.
Il mare era un po' mosso e quando eravamo nell'incavo dell'onda, la terra non si vedeva più. Procedevamo molto piano, per fortuna dopo poco si è ripreso ed ha iniziato a nuotare da solo. Nuotavamo piano, chiacchierando, mi ha detto di aver avuto paura, abbiamo parlato del mare, della fatica, con una strana intimità.
Arrivati a riva mi ha ringraziato e poi ci siamo separati.
La prima cosa che non mi aspettavo è che questa avventura mi ha lasciato un’ipersensibilità verso la tristezza: da allora mi sembra intollerabile pensare all’infinita sofferenza del mondo. Mi si blocca lo stomaco quando penso ai bambini che muoiono di fame, alle persone malate, a chi perde il lavoro e non sa come arrivare a fine mese …
Una spiegazione è che forse l’aver vissuto da vicino l’esperienza di quanto sia facile perdere tutto in un solo momento ha generato delle incertezze profonde nella mia mente e la consapevolezza della mia fragilità. Normalmente infatti considero la mia vita attuale solida e stabile, mentre l’esperienza di sabato mi ha dimostrato che in fondo stiamo sempre camminando su una corda tesa sopra un precipizio: un attimo e si vola via!
Banale a dirsi, ma viverlo davvero lascia dei segni profondi.
La seconda cosa strana e che anche quando avevo 22 anni ho contribuito ad aiutare una persona in difficoltà (su una parete di roccia quella volta) e nei giorni successivi l’unica emozione che mi era rimasta era un insieme di forza, non di fragilità!
mat
mercoledì, giugno 27, 2007
Azione
"I can't come at present, but I shall come later, I promise you. You cannot imagine how hard it is for me to stay here."
"No, I cannot imagine and I don't believe it," says Zinaida quickly. "When a man wants anything as strong as you say you do, he acts."
Strange life of Ivan Osokin (P. D. Ouspensky)
Azione come conseguenza del volere e come mezzo per raggiungere un risultato, quindi.
Sicuramente è così, ma per me l'azione ha sempre significato anche libertà, gioia e compimento.
Il successo o l’insuccesso dell'azione in sé mi è sempre sembrato meno importante della gioia che l'azione provoca in me.
E' un po' il discorso della strada e della meta: probabilmente la strada è più importante della meta.
mat
martedì, giugno 26, 2007
Dialogo con mia figlia
"Dove vanno gli alberi quando muoiono?" mi ha chiesto mia figlia.
"Nel paradiso degli alberi e poi possono trasformarsi e ritornare qui come animali o come uomini."
"Quindi anch'io potrei essere stata un albero."
"Sì, probabilmente nella nostra vita c'è un pezzo di vita degli alberi, di vita degli animali e di vita degli altri uomini."
"Per questo quando agito le braccia mi sembrano i rami di un albero.”
Ripensandoci queste parole sono più profonde di quanto mi siano sembrate all'inizio.
mat
mercoledì, giugno 20, 2007
Chi siamo
"Come un uomo, vedendo la propria immagine riflessa in uno specchio, sa comunque che non si tratta di un'altra persona, così è in effetti la differenza tra lui e Dio."
Srimad Bhagavatam
venerdì, giugno 08, 2007
La ricerca della felicità
"La saggezza mi dice che non sono nulla,
l'amore mi dice che sono tutto
e tra i due la vita fluisce.
...
Immaginare che qualche piccola cosa
- cibo, sesso, potere, fama -
ti possa rendere felice è ingannare se stessi.
Solo qualcosa vasto e profondo come il tuo sè reale
può renderti veramente e durevolmente felice."
Nisargadatta Maharaj
... per Cristina.
l'amore mi dice che sono tutto
e tra i due la vita fluisce.
...
Immaginare che qualche piccola cosa
- cibo, sesso, potere, fama -
ti possa rendere felice è ingannare se stessi.
Solo qualcosa vasto e profondo come il tuo sè reale
può renderti veramente e durevolmente felice."
Nisargadatta Maharaj
... per Cristina.
giovedì, giugno 07, 2007
Transitorietà
"Se la mente è consapevole della transitorietà, non si rattrista della ghirlanda che appassisce, ma se la mente ritiene permanenti le cose, si rattrista anche per un coccio rotto. "
Sârasamuccaya
Sto imparando ad apprezzare la transitorietà, senza rimpianti. Non è facile farlo fino in fondo.
mat
Sârasamuccaya
Sto imparando ad apprezzare la transitorietà, senza rimpianti. Non è facile farlo fino in fondo.
mat
mercoledì, giugno 06, 2007
Avere
Nulla
possiamo avere,
perchè non possiamo
fermare il tempo.
Essere
Oltre le immagini,
in una storia senza fine,
cerco di essere
felice.
Nulla
possiamo avere,
perchè non possiamo
fermare il tempo.
Essere
Oltre le immagini,
in una storia senza fine,
cerco di essere
felice.
Ho fatto milioni di cose in questo mese di maggio, sono stato in molti posti ed ho vissuto intensamente ogni istante. Ho speso tutte le mie energie nel fare, senza tempo per pensare. Ora ho bisogno di una pausa di riflessione, così torno nuovamente qui. Ancora una volta con il proposito di dedicare più tempo a questo spazio.
mat
venerdì, maggio 11, 2007
Vivere nel presente
"Senza compiere alcuno sforzo,
restando sciolti e naturali,
è possibile spezzare il giogo,
e ottenere la Liberazione.
....
Chi si aggrappa alla mente
non vede la verità che sta oltre la mente.
Chi si sforza di praticare il Dharma
non trova la verità che è al di là della pratica.
Per conoscere ciò che è al di là sia della mente che della pratica
bisogna tagliare di netto la radice della mente
e, nudi, guardare.
Bisogna abbandonare ogni distinzione
e restare rilassati.
Non bisogna dare né prendere,
bensì restare naturali:
Mahamudra è al di là dell'accettazione e del rifiuto."
Milopa (Il canto di Mahamudra)
restando sciolti e naturali,
è possibile spezzare il giogo,
e ottenere la Liberazione.
....
Chi si aggrappa alla mente
non vede la verità che sta oltre la mente.
Chi si sforza di praticare il Dharma
non trova la verità che è al di là della pratica.
Per conoscere ciò che è al di là sia della mente che della pratica
bisogna tagliare di netto la radice della mente
e, nudi, guardare.
Bisogna abbandonare ogni distinzione
e restare rilassati.
Non bisogna dare né prendere,
bensì restare naturali:
Mahamudra è al di là dell'accettazione e del rifiuto."
Milopa (Il canto di Mahamudra)
giovedì, maggio 10, 2007
A me stesso
Senza sforzo
nella luce chiara del nuovo giorno
apro le mie ali bianche
e volo.
Il cielo trasparente
mi accoglie
e finalmente mi sostiene.
La vita è semplice:
basta aprire gli occhi al mattino,
vedere le meraviglie
nel mondo e dentro di me,
ed amare ogni cosa.
Vorrei poter rivivere tutti insieme i momenti belli della mia vita.
mat
nella luce chiara del nuovo giorno
apro le mie ali bianche
e volo.
Il cielo trasparente
mi accoglie
e finalmente mi sostiene.
La vita è semplice:
basta aprire gli occhi al mattino,
vedere le meraviglie
nel mondo e dentro di me,
ed amare ogni cosa.
Vorrei poter rivivere tutti insieme i momenti belli della mia vita.
mat
mercoledì, maggio 02, 2007
In morte di un amico: il vuoto, il dolore, l'incredulità
Off.
Spento ogni soffio vitale,
non c’è più conoscenza nel tuo corpo immobile,
non c’è più amore nelle tue mani fredde,
la gioia non è più nei tuoi occhi spenti.
D’un tratto,
non c’è più un futuro con te:
tutto quello che poteva essere
è già accaduto.
Il riflesso della tua vita fisica
è ancora nei miei occhi,
ma tu sei lontano,
irraggiungibile,
ed io galleggio senza più forze,
alla deriva in una notte nera e fredda.
Spento ogni soffio vitale,
non c’è più conoscenza nel tuo corpo immobile,
non c’è più amore nelle tue mani fredde,
la gioia non è più nei tuoi occhi spenti.
D’un tratto,
non c’è più un futuro con te:
tutto quello che poteva essere
è già accaduto.
Il riflesso della tua vita fisica
è ancora nei miei occhi,
ma tu sei lontano,
irraggiungibile,
ed io galleggio senza più forze,
alla deriva in una notte nera e fredda.
Vorrei davvero credere che in questo momento una nuova luce illumini la tua nuova vita appena creata.
La telefonata di un'amica mi porta questa notizia, io sono lontano a Parigi, devo decidere se tornare in fretta per adempiere ai riti umani o restare e portare la ferita soltanto dentro di me.
mat
giovedì, aprile 26, 2007
Illuminazione - Una sola vita (3 Aprile 2007)
Ho corso per più di due ore sulla spiaggia. Mi sono immerso nel vento, nel sole, nel profumo di mare.
Poi mi sono disteso sulla sabbia a godere delle endorfine prodotte dal mio corpo.
Il respiro casualmente si è sincronizzato con il frangersi delle onde sulla riva: iniziavo l’espirazione e contemporaneamente un’onda si rompeva sulla spiaggia. Dapprima non me ne sono reso conto, poi ho immaginato di essere parte del grande respiro del mare. Sentivo la forza del mare entrare ed uscire da me insieme all’aria dai miei polmoni. Ho immaginato il profumo del vento marino espandersi dentro di me.
Sulla spiaggia accanto a me alcune persone passeggiavano, i gabbiani volavano, arbusti si muovevano nel vento …
È impossibile descriverlo, ma per un istante ho sentito di essere parte della sola ed unica vita, che vive attraverso molti corpi: ho sentito la mia vita dentro altri corpi. Per un solo attimo ho provato un senso di unicità e comunione con tutti gli esseri viventi ed ho capito che, pur senza viverle di persona, io stavo contemporaneamente riposandomi dopo la corsa, passeggiando sulla spiaggia, volando sopra il mare come gabbiano e muovendomi nel vento come arbusto.
Poi è intervenuta la mia mente cosciente ed ho iniziato ad elaborare questo concetto e ad immaginare di essere contemporaneamente anche in montagna … ma a questo punto l’illuminazione era già finita.
Ho voluto parlarne anche se le parole non sono in grado di esprimere le mie emozioni e comunque io credo che esperienze di questo tipo lascino un segno per chi le prova, ma siano molto meno importanti per chi le sente raccontare.
Dentro di me resta comunque il ricordo di aver visto la Vita unica ed è un ricordo reale e naturale come quello di un’esperienza vissuta.
mat
giovedì, aprile 19, 2007
Sicurezza
"Non guardare prima di saltare."
... io prima di saltare non solo guardo, ma calcolo la traiettoria, il punto di atterraggio e se riesco metto anche qualche ulteriore elemento di sicurezza.
Sarà per questo che ho raggiunto molti dei traguardi che volevo, ma non sono ancora davvero felice?
(Ho trovato questa frase in una rivista).
giovedì, aprile 05, 2007
Illuminazione
Un attimo
di luce,
poi l’unica visione
si spezza
in milioni di frammenti,
che nessuna pazienza
potrà mai ricostruire.
E non restano
che frammenti
di una bellezza
profonda e delicata.
Non mi restano
che frammenti di cristallo
spezzati e taglienti,
imperfetti e stupendi,
come promesse e speranze
nuovamente incompiute.
mat
di luce,
poi l’unica visione
si spezza
in milioni di frammenti,
che nessuna pazienza
potrà mai ricostruire.
E non restano
che frammenti
di una bellezza
profonda e delicata.
Non mi restano
che frammenti di cristallo
spezzati e taglienti,
imperfetti e stupendi,
come promesse e speranze
nuovamente incompiute.
Ho avuto un'illuminazione. Sto cercando le parole per descriverla in un prossimo post. Intanto alcune cose che ho scritto molti anni fa si adattano bene a descrivere quello che è successo.
mat
mercoledì, aprile 04, 2007
Come possiamo essere felici se abbiamo paura?
"Ogni desiderio è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal desiderio
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni piacere è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal piacere
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni avidità è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall'avidità
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni passione è fonte di dolore e di paura.
Liberati dalle passioni
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni attaccamento è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall'attaccamento
e non conoscerai dolore né paura."
Dhammapada
Liberati dal desiderio
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni piacere è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal piacere
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni avidità è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall'avidità
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni passione è fonte di dolore e di paura.
Liberati dalle passioni
e non conoscerai dolore né paura.
Ogni attaccamento è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall'attaccamento
e non conoscerai dolore né paura."
Dhammapada
Sto cambiando... fino a pochi mesi fa avrei sottoscritto completamente le parole del Dhammapada.
Oggi cerco la risposta ad un'altra domanda:
Perchè abbiamo un corpo se non dobbiamo avere desideri, passioni, piacere, attaccamento?
Cercherò di rifletterci nei prossimi post.
mat
mercoledì, marzo 21, 2007
Verso le stelle
"Egli avrebbe potuto lottare ancora, tentare tutte le probabilità: la fatalità esteriore non esiste. Ma c’è una fatalità interiore: un minuto arriva nel quale ci si sente vulnerabile e allora gli errori attirano come una vertigine.
Ed è in questo preciso minuto che sulla sua testa, attraverso una lacerazione della tempesta, come un richiamo mortale in fonda a una rete, brillarono alcune stelle.
Ed egli capì che era un tranello: si vedono tre stelle in un buco, si sale verso di loro: ma poi non si può più discendere, e si rimane lassù, a mordere le stelle…
Ma la sua fame di luce era tale, ch’egli salì."
Antoine de Saint-Exupery (Volo di notte)
mercoledì, marzo 14, 2007
Dentro e fuori (incompleto)
Fuori di me
il cielo, la luna, le stelle
formano il grande spettacolo del vuoto.
Dentro di me
universi infiniti
di colori e sensazioni
rendono dolce
il mio esistere.
mat
il cielo, la luna, le stelle
formano il grande spettacolo del vuoto.
Dentro di me
universi infiniti
di colori e sensazioni
rendono dolce
il mio esistere.
mat
venerdì, marzo 09, 2007
Il Dio delle Piccole Cose
"Non lasciava impronte sulla sabbia, né increspature nell'acqua, né la sua immagine nello specchio."
Arundhati Roy (Il dio delle piccole cose)
Vorrei vivere leggero,
senza nulla pretendere,
senza nulla da perdere.
Camminare sulla sabbia
senza lasciare impronte,
stare nella luce
senza fare ombra,
scivolare sopra il mare
senza lasciare scia.
Semplicemente esistere
come vento e pioggia,
nuvole e cielo,
stelle e pianeti.
Essere lo spazio vuoto
che unisce tutte le cose.
mat
lunedì, marzo 05, 2007
Ad un amica cara ...
Lunghi silenzi
nei nostri pensieri,
appena interrotti da brevi parole.
Le mani
vagano inquiete
alla ricerca
di qualcosa da afferrare.
Immagino
nei tuoi occhi socchiusi
una breve incertezza:
il lampo
d’un mondo fragilissimo.
Vorrei avere
infiniti occhi,
per vedere
tutti i riflessi
che ogni cosa
produce dentro di te.
Vorrei avere
infinito amore
e saper trasformare
in gioia
l'eco di ogni tristezza.
mat
nei nostri pensieri,
appena interrotti da brevi parole.
Le mani
vagano inquiete
alla ricerca
di qualcosa da afferrare.
Immagino
nei tuoi occhi socchiusi
una breve incertezza:
il lampo
d’un mondo fragilissimo.
Vorrei avere
infiniti occhi,
per vedere
tutti i riflessi
che ogni cosa
produce dentro di te.
Vorrei avere
infinito amore
e saper trasformare
in gioia
l'eco di ogni tristezza.
mat
giovedì, febbraio 22, 2007
Sono stanco
Vorrei solo stendermi sulla riva del mare e lasciare che ogni cosa si allontani da me.
Prima il mondo, con le sue sofferenze. Poi i miei pensieri, labirinto senza gioia e senza uscita. Infine le mie emozioni, oggi tristi e grigie.
Vorrei solo stendermi sulla riva del mare e lasciare che la vita scorra per un po’ senza di me.
Vorrei chiudere gli occhi, abbandonare tutto, abbandonarmi al Tutto.
Liberare il mio cuore da mille cose inutili per lasciare spazio ad una nuova, semplice gioia.
mat
mercoledì, febbraio 21, 2007
Alla ricerca della felicità - 2
"Essere pienamente è avere la piena gioia dell'essere. Essere senza avere la gioia d'essere, senza una totale felicità di sè e di tutte le cose, è uno stato neutro o diminuito: è esistenza, ma non pienezza di essere.
Anche questa felicità deve essere intrinseca, esistente in sè ed automatica; non può dipendere da cose esterne a sè: qualunque sia l'oggetto della sua gioia, esso fa parte di lei ed essa ne gioisce come d'una parte della sua universalità.
Ogni assenza di gioia, ogni dolore e sofferenza sono un segno d'imperfezione, d'incompletezza; essi sorgono da una divisione dell'essere, da un'incompletezza di coscienza dell'essere, da un'incompletezza di forza dell'essere.
Divenire completi nell'essere, nella coscienza dell'essere, nella forza dell'essere, nella gioia dell'essere e vivere in questa completa integrazione è vivere divinamente."
Sri Aurobindo (La Vita Divina)
P.S. Sono ancora vivo tra traslochi, ospedali, viaggi, pensieri e ripensamenti ... Ancora qualche settimana di vita frenetica, poi sarò più presente qui.
venerdì, febbraio 09, 2007
Alla ricerca della felicità - 1
“Nessun luogo può darci la felicità.
Nessun compagno può darci la felicità.
Nessun oggetto materiale può darci la felicità.”
Thamthog Rinpoche (La saggezza di Buddha)
Nessun compagno può darci la felicità.
Nessun oggetto materiale può darci la felicità.”
Thamthog Rinpoche (La saggezza di Buddha)
E’ strano per me conoscere persone profondamente depresse.
Anch’io ho insoddisfazioni, dubbi, desideri non realizzati, amarezze, frustrazioni … ma è come se tutto questo restasse ad un livello superficiale: dentro di me trovo sempre un po’ di felicità in cui rifugiarmi.
E’ come se fossi un viaggiatore lungo la strada: a volte piove, a volte c’è il sole, a volte sono stanco, a volte ho fame o sete, ma la mia anima è serena perché so che, qualunque cosa succeda, in un modo o nell’altro, raggiungerò la mia meta.
Altre volte mi sembra che la mia anima “guardi” la mia vita, come un padre guarda il figlio giocare: si rende conto dell’importanza e della serietà del gioco per il bambino, ma sa anche che in realtà si tratta di un gioco.
La fiducia ed il non prendersi troppo sul serio sono sicuramente due antidoti alla tristezza, mi piacerebbe capire perchè a me questo atteggiamento risulta naturale, mentre ad altri risulta più naturale essere tristi o depressi.
Se qualcuno ha qualche idea o spunto ...
mat
mercoledì, febbraio 07, 2007
Le emozioni muovono il mondo
"Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito."
A. de Saint Exupery
martedì, febbraio 06, 2007
Piccole cose
"You may not see it now," said the Princess of Pure Reason, looking knowingly at Milo's puzzled face, "but whatever we learn has a purpose and whatever we do affects everything and everyone else, if even in the tiniest way. Why, when a housefly flaps his wings, a breeze goes round the world; when a speck of dust falls to the ground, the entire planet weighs a little more; and when you stamp your foot, the earth moves slightly off its course. Whenever you laugh, gladness spreads like the ripples in a pond; and whenever you're sad, no one anywhere can be really happy. And it's much the same thing with knowledge, for whenever you learn something new, the whole world becomes that much richer."
"And remember, also," added the Princess of Sweet Rhyme, "that many places you would like to see are just off the map and many things you want to know are just out of sight or a little beyond your reach. But someday you'll reach them all, for what you learn today, for no reason at all, will help you discover all the wonderful secrets of tomorrow."
Norton Juster "The Phantom tollbooth"
Sto riflettendo sull'importanza delle piccole cose ...
mat
lunedì, gennaio 29, 2007
Vivi nella gioia
"Vivi nella gioia, vivi nell'amore,
libero dall'odio
anche fra coloro che odiano.
Vivi nella gioia, vivi nella salute,
libero dalla malattia
anche fra coloro che sono malati.
Vivi nella gioia, vivi nella serenità,
libero dall'ansia
anche fra coloro che sono ansiosi.
Vivi nella gioia,
vivi senza possedere nulla,
nutrendoti di gioia
come gli dei risplendenti. "
Dhammapada
mat
libero dall'odio
anche fra coloro che odiano.
Vivi nella gioia, vivi nella salute,
libero dalla malattia
anche fra coloro che sono malati.
Vivi nella gioia, vivi nella serenità,
libero dall'ansia
anche fra coloro che sono ansiosi.
Vivi nella gioia,
vivi senza possedere nulla,
nutrendoti di gioia
come gli dei risplendenti. "
Dhammapada
In questo periodo la mia vita si è fatta frenetica (più della mia solita normale iperattività!): ho poco tempo per pensare e per scrivere, ma tutto questo non dovrebbe durare a lungo. Mi sto annotando molti spunti di cose da scrivere ed a poco a poco riuscirò a trasformarli in parole ed a metterli qui.
mat
giovedì, gennaio 25, 2007
Come fiamma nel vento
Come fiamma nel vento,
vivo
circondato da cause di morte.
Non posso fermarmi,
non posso riposare:
devo brillare,
mettere in gioco il mio essere
fino alla fine.
Non posso conservare
l’unica mia ricchezza:
il tempo,
che scivola via
come granelli di sabbia
tra le fessure delle dita.
E trasforma il futuro
in passato,
donandomi il presente.
mat
vivo
circondato da cause di morte.
Non posso fermarmi,
non posso riposare:
devo brillare,
mettere in gioco il mio essere
fino alla fine.
Non posso conservare
l’unica mia ricchezza:
il tempo,
che scivola via
come granelli di sabbia
tra le fessure delle dita.
E trasforma il futuro
in passato,
donandomi il presente.
mat
mercoledì, gennaio 17, 2007
Oggi
Senza inizio.
Senza fine.
Oggi
sono
vivo.
Immobile,
di fronte ad una nuova alba
abbandono ogni pensiero
e soltanto gioia pura,
senza causa, nè scopo
attraversa il mio essere.
Il tempo davanti a me
è promessa
di progetti da realizzare.
Non voglio vivere
soltanto per morire,
un giorno.
mat
Senza fine.
Oggi
sono
vivo.
Immobile,
di fronte ad una nuova alba
abbandono ogni pensiero
e soltanto gioia pura,
senza causa, nè scopo
attraversa il mio essere.
Il tempo davanti a me
è promessa
di progetti da realizzare.
Non voglio vivere
soltanto per morire,
un giorno.
mat
giovedì, gennaio 11, 2007
Diventare notte
Alberi antichi
si agitano
senza posa
nella notte trasparente.
Forte il vento
porta verso di me
odore di pioggia lontana.
Ricordo altre notti invernali
silenziose e fredde
e sensazioni
di libertà e immensità
percorrono profonde
il mio essere,
che senza più pensare
ad esse si abbandona
diventando notte.
mat
si agitano
senza posa
nella notte trasparente.
Forte il vento
porta verso di me
odore di pioggia lontana.
Ricordo altre notti invernali
silenziose e fredde
e sensazioni
di libertà e immensità
percorrono profonde
il mio essere,
che senza più pensare
ad esse si abbandona
diventando notte.
Sono stanco di pensieri, di banalità, di persone vuote, di notizie del telegiornale, di aria inquinata, di rabbia...
mat
lunedì, gennaio 08, 2007
Partire
"Non sapendo che avrei dovuto lasciare tutto e partire, commisi varie azioni sbagliate nei confronti di amici e nemici".
Buddha
venerdì, dicembre 22, 2006
Quiete
Piccole onde
increspano appena
la superficie del lago
e si frangono a riva
senza rumore.
La luna
si leva tranquilla
tra le nebbie e i silenzi,
illuminando
il cielo immenso.
Il tempo e gli errori
scorrono piano
dentro di me,
ora che luci riflesse
ed infinite distanze
mi separano da ogni cosa.
mat
increspano appena
la superficie del lago
e si frangono a riva
senza rumore.
La luna
si leva tranquilla
tra le nebbie e i silenzi,
illuminando
il cielo immenso.
Il tempo e gli errori
scorrono piano
dentro di me,
ora che luci riflesse
ed infinite distanze
mi separano da ogni cosa.
mat
Nutrire l'anima
"Se hai due pezzi di pane danne uno ai poveri, vendi l'altro e compra dei giacinti per nutrire la tua anima."
Poesia indù
Oggi mi sento così ...
mat
Poesia indù
Oggi mi sento così ...
mat
Etichette:
citazioni,
oggi mi sento così
La conchiglia
"Il fatto che qualsiasi corpo arrivasse me dall'eternità, mi faceva rabbrividire. Il fatto che una cosa fosse proprio così e non altrimenti, mi riempiva di stupore. Un giorno, davanti ad una conchiglia, mi resi con la massima chiarezza che il suo modo di esistere non era sordo come avevo pensato fino a quel momento."
Alfred Kubin (L'altra parte)
mercoledì, dicembre 20, 2006
Razionalità
Ogni risposta
è una gabbia.
Ogni idea
è una prigione,
per la nostra mente,
che ha disimparato
a vagare
libera
nell’essere.
mat
è una gabbia.
Ogni idea
è una prigione,
per la nostra mente,
che ha disimparato
a vagare
libera
nell’essere.
mat
Rincrescimento estremo
"Due sono le persone che provano rincrescimento quando muoiono: chi aveva dei beni e non li ha goduti e chi aveva istruzione e non se n'è servito."
Sa'di (Golestan)
Aggiungerei (e mi sembra il più importante):
... chi aveva amore e non l'ha donato.
venerdì, dicembre 15, 2006
Perché avvengono le cose? (3) – Esplorare
"Sono irrequieto.
Sono assetato di cose lontane.
La mia anima esce anelando
di toccare l'orlo dell'oscura lontananza.
...
Dimentico, sempre dimentico,
che non ho ali per volare.
...
Dimentico, sempre dimentico,
che non conosco la strada,
che non ho il cavallo alato."
Rabindranath Tagore (Il Giardiniere)
... ma com'è bello questo cercare,
questo avanzare a tentoni,
incerto ed imperfetto.
Com'è bello ogni giorno
esplorare la nostra vita
ed amarla fino in fondo,
senza incertezze.
mat
Sono assetato di cose lontane.
La mia anima esce anelando
di toccare l'orlo dell'oscura lontananza.
...
Dimentico, sempre dimentico,
che non ho ali per volare.
...
Dimentico, sempre dimentico,
che non conosco la strada,
che non ho il cavallo alato."
Rabindranath Tagore (Il Giardiniere)
... ma com'è bello questo cercare,
questo avanzare a tentoni,
incerto ed imperfetto.
Com'è bello ogni giorno
esplorare la nostra vita
ed amarla fino in fondo,
senza incertezze.
mat
Riflessi
Vita e morte:
riflessi equivalenti
dell'infinito esistere.
Da sola
l'una
non potrebbe
vivere,
l'altra
non potrebbe
morire.
mat
riflessi equivalenti
dell'infinito esistere.
Da sola
l'una
non potrebbe
vivere,
l'altra
non potrebbe
morire.
mat
martedì, dicembre 12, 2006
Perché avvengono le cose? (2) – Nel bosco e nella nebbia
"Qui raggiungiamo la grande barriera del pensiero... Mi sento come se fossi improvvisamente entrato in un grande banco di nebbia nel quale il mondo familiare è scomparso"
Sir Bernard Lovell
Quando penso agli eventi che accadono, io ho la medesima sensazione. Mi sembra di essere in un bosco con la nebbia: sono circondato da alberi, l’orizzonte è molto limitato in tutte le direzioni. Gli alberi e la nebbia non permettono di vedere lontano, non c’è nulla che indichi la strada giusta, ma devo comunque scegliere una direzione.
Nella vita di tutti i giorni è la stessa cosa: siamo circondati da eventi che accadono, alcuni sembrano collegati tra di loro, altri sembrano avvenire per caso, su alcuni possiamo influire, altri sembrano non modificabili. Gli eventi più lontani nel passato, nel futuro o semplicemente lontani dalla nostra vita fisica sono avvolti nella nebbia.
Poiché dobbiamo comunque vivere, il bosco e la nebbia rendono la nostra vita una continua esplorazione e scoperta, dove dobbiamo continuamente scegliere, ma non possiamo prevedere le conseguenze finali delle nostre scelte.
Per assurdo infine, siamo liberi di scegliere proprio perché non possiamo prevedere fino in fondo le conseguenze delle nostre scelte, altrimenti saremmo sempre in grado di riconoscere la strada migliore per il compimento della nostra vita. E non potremmo non sceglierla!
… la riflessione continua.
mat
giovedì, dicembre 07, 2006
Marquez
- Siamo sempre stati poveri e non ci è mancato nulla - gli disse.
- Il fatto è diverso - gli disse il generale. - Siamo sempre stati ricchi e tutto ci è mancato. -
Gabriel Garcìa Màrquez (Il generale nel suo labirinto)
mercoledì, dicembre 06, 2006
Perché avvengono le cose? (1)
"Se infatti la Creazione non avesse lo scopo fondamentale di servire lo spirito, sarebbe assurda, priva di senso."
Mircea Elide (Lo Yoga)
Perché avvengono le cose?
La risposta può essere di tre tipi:
- causa-effetto: ogni evento è il risultato degli eventi precedenti,
- destino: ogni evento accade per realizzare uno scopo finale,
- caso: non c’è un disegno organizzato.
Il meccanismo causa-effetto è quello più “vero” nella nostra esperienza, ma spiega le cose fino ad un certo punto.
Se ad esempio sono stato coinvolto in un incidente automobilistico, c’è tutta una catena di eventi che lo spiega: ero lì perché dovevo andare in un certo posto, la strada era sdrucciolevole per la pioggia, andavo troppo veloce perché ero di fretta, ero di fretta perché la sera prima ero andato a letto troppo tardi, …
Però tutta questa catena di cause mi ha portato ad investire un altro automobilista che stava facendo il suo percorso regolare e la sua catena di cause non l’avrebbe portato ad avere un incidente: andava piano, era attento, … .
Però se lui non fosse passato di là in quel momento, nemmeno io avrei avuto l'incidente ...
Il fatto che l’incidente sia avvenuto richiederebbe quindi una spiegazione di “secondo livello”:
- causa-effetto: c’è una catena di cause “comuni”, che non riusciamo a vedere,
- destino: c’è uno scopo finale che non riusciamo a vedere,
- caso: è accaduto, ma non è spiegabile.
Nella realtà quindi non riusciamo a spiegare fino in fondo la maggior parte (forse tutte) le cose che ci accadono.
Questo ha delle conseguenze importanti nella nostra vita su cui vorrei riflettere nel prossimo post.
mat
martedì, dicembre 05, 2006
Siamo tutti responsabili
Come luce,
ogni nostro piccolo pensiero
si riflette nel mondo,
rendendolo più colorato
oppure più grigio.
Come vento,
ogni nostra piccola azione
si disperde nel mondo,
donando gioia
oppure dolore.
Ogni 7 secondi un bambino muore di fame.
E' bello pensare, è bello scrivere, ma non basta: emozioni e pensieri devono sfociare nell'azione, altrimenti resta la frustrazione di un percorso incompiuto.
Voglio trovare uno sbocco "operativo" a questo blog.
mat
lunedì, dicembre 04, 2006
53 minuti alla settimana
Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
"Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe.
"È una grossa economia di tempo", disse il mercante, "Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana".
"E cosa se ne fa di questi 53 minuti?"
"Se ne fa quel che si vuole..."
"Io", disse il piccolo principe, "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..."»
Antoine de Saint-Exupery (Il piccolo principe)
Senza altre parole.
mat
"Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe.
"È una grossa economia di tempo", disse il mercante, "Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana".
"E cosa se ne fa di questi 53 minuti?"
"Se ne fa quel che si vuole..."
"Io", disse il piccolo principe, "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..."»
Antoine de Saint-Exupery (Il piccolo principe)
Senza altre parole.
mat
venerdì, dicembre 01, 2006
Coffee Break - Luoghi
Piccola lista dei posti che mi piacciono e di quelli che non mi piacciono.
Belli:
1) San Candido - Innichen: uno splendido paesino sulle Dolomiti a me molto caro
2) Londra: il posto dove vorrei vivere se dovessi andarmene dalla mia città
3) Il Chianti: uno dei posti più belli del mondo
4) Il sud della Spagna: sia il mare, che le città dell'interno
5) Rio de Janeiro: pericoloso, ma stupendo
6) La Val Veny: sotto il Monte Bianco
Brutti:
1) La Stazione Centrale di Milano: grigia, triste e rumorosa
2) Rovigo: nebbia e vuoto
3) Il Belgio (tutto!): sporco, disordinato, pieno di sè, mi mette tristezza
4) Cincinnati (USA): ci ho passato una settimana da solo per lavoro e non ho trovato nulla di interessante
5) Gibilterra: mette tristezza quel pezzo di Inghilterra fuori contesto
6) L'aeroporto di Heathrow: stressante
Ciao, mat
Belli:
1) San Candido - Innichen: uno splendido paesino sulle Dolomiti a me molto caro
2) Londra: il posto dove vorrei vivere se dovessi andarmene dalla mia città
3) Il Chianti: uno dei posti più belli del mondo
4) Il sud della Spagna: sia il mare, che le città dell'interno
5) Rio de Janeiro: pericoloso, ma stupendo
6) La Val Veny: sotto il Monte Bianco
Brutti:
1) La Stazione Centrale di Milano: grigia, triste e rumorosa
2) Rovigo: nebbia e vuoto
3) Il Belgio (tutto!): sporco, disordinato, pieno di sè, mi mette tristezza
4) Cincinnati (USA): ci ho passato una settimana da solo per lavoro e non ho trovato nulla di interessante
5) Gibilterra: mette tristezza quel pezzo di Inghilterra fuori contesto
6) L'aeroporto di Heathrow: stressante
Ciao, mat
Del donare
"Vi sono quelli che danno poco, del molto che hanno
e lo danno per averne riconoscenza
e tale loro nascosto desiderio rende abbietti i loro doni.
E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno.
Sono questi i credenti nella vita e nella sua munificienza
e il loro forziere non è mai vuoto.
Vi sono quelli che danno con gioia
e quella gioia è la loro ricompensa.
Vi sono quelli che danno con pena e stento
e quella pena è il loro battesimo.
Vi sono quelli che danno senza pena nel donare,
nè cercano gioia,
nè danno preoccupandosi della virtù;
essi danno così come fa il mirto, laggiù nella valle,
che effonde nell'aria la sua fragranza."
Kahlil Gibran (Il profeta)
mat
e lo danno per averne riconoscenza
e tale loro nascosto desiderio rende abbietti i loro doni.
E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno.
Sono questi i credenti nella vita e nella sua munificienza
e il loro forziere non è mai vuoto.
Vi sono quelli che danno con gioia
e quella gioia è la loro ricompensa.
Vi sono quelli che danno con pena e stento
e quella pena è il loro battesimo.
Vi sono quelli che danno senza pena nel donare,
nè cercano gioia,
nè danno preoccupandosi della virtù;
essi danno così come fa il mirto, laggiù nella valle,
che effonde nell'aria la sua fragranza."
Kahlil Gibran (Il profeta)
Non si parla di donare cose fisiche, ma di donare se stessi alla vita.
mat
giovedì, novembre 30, 2006
Il tempo più dolce
"... ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce."
Epicuro (Lettera sulla felicità)
Non voglio perdere un solo minuto della mia vita in attività grige o noiose.
mercoledì, novembre 29, 2006
La vita divina (4) – Quello che io credo
“Non avevo né guida, né luce, eccetto quella che brillava nel mio cuore, questa luce mi guidava più sicura di quella del mezzogiorno nel luogo in cui mi attendeva Colui che mi conosce perfettamente.”
S. Giovanni della Croce
Sento che la mia via sta in mezzo tra il cristianesimo e le religioni orientali.
Credo che la vita sia infinita, che il mio essere esista da sempre e per sempre.
Vivere è pensare, agire, provare emozioni, gioire, comunicare, … ma non è solo questo. Non si può definire la vita e del resto non servirebbe a molto imprigionarla in concetti chiari e logici.
Questo corpo fisico è per il momento il supporto alla nostra vita e penso che una volta morti non torneremo in un altro corpo fisico. Da qui due considerazioni: la prima è che dobbiamo fare l’uso migliore di questo corpo dal momento che è un’opportunità che non ci verrà data una seconda volta, la seconda è che non dobbiamo pensare che la vita sia tutta qui.
Dopo la morte fisica, la nostra evoluzione continuerà. Nessuno però può sapere che cosa succederà dopo la morte, perchè la nostra vita sarà così diversa da risultare “non-pensabile” con la nostra mente. Noi facciamo molte ipotesi per immaginare "l'aldilà": incorporeità, assenza delle dimensioni spazio-tempo, comunione di tutti gli esseri, … ma in realtà non riusciamo nemmeno ad avvicinarci alla comprensione di come sarà veramente.
Penso che non si possa spiegare “perché” esiste la vita, in quanto la logica è soltanto una rappresentazione della nostra mente, che vale per i fenomeni quotidiani, ma non è applicabile alla metafisica.
Non riesco a vedere il Bene ed il Male in assoluto, di cui uno è giusto e l’altro è sbagliato per qualche ragione metafisica. Il bene è quello che ci porta verso la gioia ed il male è quello che ci porta verso la sofferenza. Questo non significa assolutamente che dobbiamo cercare la soddisfazione immediata dei nostri desideri e piaceri, perché non è questa la strada verso la felicità, anzi io credo che riuscire ad accontentarsi di poco ed essere distaccati dai desideri sia la sola strada verso la felicità.
Per oggi mi fermo qui.
mat
Etichette:
citazioni,
la rete della vita
martedì, novembre 28, 2006
Che cos'è una preghiera
"Non è per me che chiedo aiuto. So che tutte le forme in cui risiediamo devono perire ... ma è questo ciò per cui vi prego: non lasciate che periscano prima che abbiano adempiuto allo scopo per cui furono create."
Lama Anagarika Govinda (La via delle nuvole bianche)
Io non riesco a pregare: non so bene a chi rivolgermi, non riesco a sentire qualcuno “dall’altra parte” che veramente stia lì ad ascoltare le mie preghiere ed intervenga nel mondo per esaudirle.
D’altra parte quasi tutte le religioni comprendono la preghiera e dichiarano che se si prega con convinzione e se la causa è giusta, si verrà esauditi.
La preghiera consiste quindi nella combinazione di fede e dell’incontro della volontà dell’uomo con quella di Dio. A quel punto le forze dell’uomo vengono moltiplicate e si riescono ad ottenere risultati incomprensibili per la logica umana.
Io non riesco ad immaginare un Dio che interviene attivamente nella vita del mondo, superando le leggi fisiche e modificando i flussi di causa-effetto che determinano gli avvenimenti.
Credo invece che la nostra volontà abbia un potere molto più forte rispetto a quello che normalmente crediamo e che la fede, la preghiera ed il sacrificio siano soltanto “tecniche” per focalizzarla sul raggiungimento di certi risultati.
Sono comunque convinto che, indipendentemente da come vogliamo spiegarla (potere della nostra volontà oppure aiuto da parte di un Dio "interventista"), ognuno di noi ha la potenzialità di realizzare più di quanto normalmente creda.
mat
P.S. Se avete tempo e voglia andate a leggervi questa semplice favoletta che mi ha spedito ieri un'amica che non sentivo da molto tempo: http://www.pinu.it/trappola_topi.htm.
lunedì, novembre 27, 2006
Confuso
Inquieto,
scelgo la strada
del dolore.
Osservo
la mia vita,
che oggi,
confusa,
non riesce a volare.
Oggi è una brutta giornata: mi sento fragile e triste.
mat
scelgo la strada
del dolore.
Osservo
la mia vita,
che oggi,
confusa,
non riesce a volare.
Oggi è una brutta giornata: mi sento fragile e triste.
mat
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sabato, novembre 25, 2006
Polvere gettata controvento
"Il male fatto a un innocente
è come polvere gettata controvento.
Esso si ritorce contro chi lo fa."
Dhammapada
... credo che questo sia vero per tutto il male.
mat
è come polvere gettata controvento.
Esso si ritorce contro chi lo fa."
Dhammapada
... credo che questo sia vero per tutto il male.
mat
venerdì, novembre 24, 2006
Coffe Break - Piccoli piaceri e dolori
Cerco di fare una classifica dei piccoli piaceri e dolori personali nella mia vita quotidiana.
PIACERI
1. Il rilascio di endorfine dopo lo jogging
2. Il sesso
3. Governare una barca a vela con vento forte
4. Le coccole
5. Respirare l’aria pura, fredda e rarefatta dell’alta montagna
6. Arrampicare
7. Una chiacchierata profonda con un amico/a
8. Svegliarmi riposato in un posto nuovo
9. Guardare il cielo limpido
10. Caffè e brioche al mattino
DOLORI
1. Avere mal di testa
2. Essere troppo stanco
3. Essere circondato da persone tristi
4. Addormentarmi la sera da solo in albergo (quando sono in giro per lavoro)
5. Parlare con chi non sa ascoltare
6. Svegliarmi presto per prendere l’aereo
7. Essere in un locale poco accogliente oppure troppo rumoroso
8. Avere tutte le prossime settimane già programmate
9. Arrivare in ritardo
10. Fare la fila
mat
PIACERI
1. Il rilascio di endorfine dopo lo jogging
2. Il sesso
3. Governare una barca a vela con vento forte
4. Le coccole
5. Respirare l’aria pura, fredda e rarefatta dell’alta montagna
6. Arrampicare
7. Una chiacchierata profonda con un amico/a
8. Svegliarmi riposato in un posto nuovo
9. Guardare il cielo limpido
10. Caffè e brioche al mattino
DOLORI
1. Avere mal di testa
2. Essere troppo stanco
3. Essere circondato da persone tristi
4. Addormentarmi la sera da solo in albergo (quando sono in giro per lavoro)
5. Parlare con chi non sa ascoltare
6. Svegliarmi presto per prendere l’aereo
7. Essere in un locale poco accogliente oppure troppo rumoroso
8. Avere tutte le prossime settimane già programmate
9. Arrivare in ritardo
10. Fare la fila
mat
Fiori e stelle
"Rivestita di fatti la verità si sente oppressa; nel costume della poesia si muove disinvolta e libera".
Rabindranath TagoreIl tempo
scorre piano
sotto queste stelle,
che paiono fisse.
Immagini
di mondi lontani
si riflettono
per un attimo
nei miei occhi,
mentre immagino
il mio essere
stupendo.
Come fiori e stelle
ed ogni cosa
che esiste.
mat
giovedì, novembre 23, 2006
La vita divina (3) – Altre domande senza risposta
Nonostante le differenze tra le diverse visioni della vita, tutte le religioni hanno la stessa certezza: esiste un’anima, diversa dal corpo, che sopravvivrà dopo la morte fisica e che deve seguire un percorso evolutivo.
Ma perché l’anima deve evolvere?
Non era possibile crearla già evoluta?
Ed ancora:
Perché nel suo percorso di evoluzione l’anima deve ad un certo punto entrare nel corpo?
E più in generale:
Che cosa aggiunge alla VITA DIVINA l’evoluzione di tutto il nostro universo fisico?
La spiegazione più immediata a questo punto mi sembra essere la metafora di Adamo ed Eva della bibbia: le forze del bene (Dio) hanno creato un mondo fisico perfetto perché era una cosa bella, ma esistono delle forze del male che sono riuscite a rovinarlo.
In realtà potrebbe essere altrettanto vero che il mondo è stato creato dalle forze del male e le forze del bene lo stanno migliorando (il progresso?).
In ogni caso questo significa che c’è una lotta in corso anche in questo momento tra bene e male.
E se c’è una lotta significa che non si può sapere chi sarà il vincitore.
Che cosa succederà allora se dovessero vincere le forze del male?
Siamo DAVVERO in una guerra in cui la posta in gioco è la felicità o la sofferenza di tutti gli esseri (sembra fantascienza)?
Anche la spiegazione orientale prevede l’esistenza di forze del bene e del male, ma le pone all’interno della nostra mente o del nostro essere, senza spiegare però perché il nostro essere individuale sia stato creato così.
Siamo ai confini delle mie capacità di pensiero: ogni spiegazione ha delle contraddizioni e le regole della logica non sono più applicabili.
Oltre questo punto nella mia mente c’è soltanto una parete di roccia nera, liscia e non scalabile. Sono in un vicolo cieco.
Come in montagna bisogna ridiscendere e tentare di raggiungere la cima per un’altra via... mi vengono in mente le parole di Erasmo da Rotterdam nel suo Elogio della Follia:
"D'altra parte perché una definizione, che sarebbe quasi un'ombra e un'immagine, quando potete vedermi con i vostri occhi?".
mat
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mercoledì, novembre 22, 2006
La vita divina (2) – Domande senza risposta
Tre sono per me le principali differenze tra le rappresentazioni della vita del cristianesimo e di alcune religioni orientali (induismo e buddismo in particolare).
La più evidente mi sembra il fatto che nella concezione orientale abbiamo un tempo infinito davanti a noi per evolvere, rimediare gli errori ed ottenere l’illuminazione.
Secondo il modello cristiano ci giochiamo invece tutta l’eternità durante questi pochi anni di vita fisica.
Perché non sarà possibile cambiare il nostro destino dopo la morte del corpo, se l’anima sopravvive?
Davvero non sarà più possibile evolvere, per il resto dell’eternità?
Un’altra grossa differenza è nel concetto di responsabilità individuale sul proprio destino: nelle religioni orientali siamo nati tutti uguali ed ognuno di noi sta oggi raccogliendo i frutti delle azioni da lui stesso eseguite in tutto l’arco delle vite passate (karma).
Il cristianesimo prevede invece la creazione di ogni anima in momenti diversi e con opportunità diverse (i famosi “talenti” della parabola del vangelo). Siamo quindi tutti diversi perché Dio ci ha creati così ed il nostro destino è pesantemente influenzato dalla volontà divina.
Ma allora perché tutte queste differenze?
Perché Dio vuole che alcuni bambini si ammalino gravemente e muoiano?
Perché alcuni di noi nascono in posti dove moriranno di fame, mentre altri saranno circondati da amore, fortuna e ricchezze?
La terza differenza riguarda il nostro futuro lontano: la visione cristiana immagina per noi un’eternità fatta di esseri individuali. La stessa resurrezione dei corpi è una metafora del mantenimento della nostra individualità.
Le religioni orientali ed in particolare il buddismo immaginano invece le vite individuali destinate ad annullarsi nell’Essere.
Ma allora perchè esistono oggi le nostre vite individuali?
Non muore forse la nostra anima annullandosi nell’Essere?
Ragionando con la nostra logica su questi concetti estremi, si arriva continuamente a vicoli senza uscita.
Sarà necessario prima o poi abbandonare i pensieri ed esplorare altri spazi …
mat
martedì, novembre 21, 2006
La vita divina (1)
"Che cos'eravamo prima di nascere e che cosa siamo dopo la morte, sono le domande e la risposta dell'una dipende da quella dell’altra."
Sri Aurobindo (La vita divina)
Alcune immagini per capire da dove veniamo e dove andiamo.
Sono soltanto immagini che sento dentro di me: i migliori filosofi hanno ragionato su questi temi per migliaia di anni, senza trovare una sola certezza, quindi non mi aspetto di poterla trovare io.
Il cristianesimo immagina la continua creazione di anime da parte di Dio. Le anime vengono create ed “inserite” nei corpi umani: da quel momento avranno una vita individuale eterna. L’immagine è quella di linee che iniziano da un punto e proseguono all’infinito.
Molte religioni orientali pensano invece ad una serie di vite individuali, esistenti da sempre. Tali vite erano inizialmente perfettamente uguali ed ora stanno seguendo percorsi evolutivi diversi attraverso diverse “vite” fisiche e finiranno per ricongiungersi nell’unica “Vita” o “Essere”, non più individuale, ma universale. L’immagine è opposta a quella del cristianesimo: molte linee che non hanno un inizio e finiranno per riunirsi in un unico punto.
Mi piace completare questa immagine con un’altra, che proviene dall’induismo. Le vite individuali sono come le onde nell’oceano: movimento temporaneo della superficie dell’acqua, continuamente destinate a nascere ed annullarsi, in una danza infinita, nella quale nessun’onda può esistere indipendentemente dall’oceano e dalle altre onde.
Un’altra immagine che ho dentro di me fin da quando ero ragazzo è che la “Vita” sia una cascata d’acqua, mentre le nostre vite individuali sono dei tubi opachi attraverso i quali l’acqua passa per poi uscire e ricongiungersi alla cascata.
Nei prossimi post vorrei riflettere sui diversi modi di vedere la vita che derivano da queste immagini così diverse.
Mi piacerebbe anche che qualcuno descrivesse le immagini della vita che porta dentro di sé.
mat
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lunedì, novembre 20, 2006
Il mondo virtuale
Nel mondo virtuale ero diventato finalmente qualcuno.
Ero stato eletto governatore di V-Land, una piccola isola nel CyberWorld. Era stata dura, ma avevo vinto. Negli ultimi mesi avevo passato quasi tutto il mio tempo davanti allo schermo: gli impegni mi costringevano a lunghe ore di lavoro nel palazzo del governo di V-Land.
Con il mio governo V-Land prosperava, nuovi abitanti si insediavano, l’economia era florida.
Avevo perfino trovato l’amore: una giornalista molto carina con cui convivevo da quasi un anno.
La vita reale invece andava a rotoli: la notte non dormivo, di giorno mi trascinavo al lavoro, ma i miei pensieri erano rivolti ai ben più importanti compiti che avevo nel mondo virtuale. Non avevo più amici reali, uscivo di casa il meno possibile. Avevo un aspetto bianco, gli occhi affaticati, i muscoli flaccidi ed infine la notizia peggiore: mi avevano trovato un cancro ai polmoni!
Ne parlai con la mia compagna virtuale e lei mi disse:
- Devo confessarti una cosa, ma devi giurarmi di mantenere il segreto, sia qui che nel mondo reale.
Giurai.
- Io sono morta di cancro 165 anni fa.
Non capii subito.
- Nella vita reale sono morta di cancro 165 anni fa. Avevo 72 anni.
- E chi ti “gestisce”? Chiesi, non trovando parole migliori.
- Nessuno. Ho trasferito tutti i miei pensieri e le mie emozioni dal mondo corporeo in questo mondo, dove non esiste la morte.
- Come è possibile?
Chiesi: non poteva essere vero.
- Tutto il mio cervello è stato analizzato e replicato in un software che da quel momento funziona
esattamente come la mia mente: pensieri, ricordi, emozioni …
Il problema è che l’analisi del cervello deve essere fatta nell’istante in cui muori: se sei vivo, la situazione è troppo fluida e l’analisi non è possibile, qualche minuto dopo la morte inizia il processo di decadimento delle cellule ed è troppo tardi.
Rimasi zitto.
- Il vero punto è che poiché la macchina di analisi è molto ingombrante, tu devi essere lì al momento della morte.
Ancora non capivo.
- … un giorno decidi, vai da loro, loro ti addormentano. Poi ti fanno un’iniezione … e quando muori, trasferiscono la tua mente nella rete.
Era un’idea terribile: era il suicidio del corpo per rendere immortale la mente.
- In fondo che cosa ti resta dall’altra parte? Continuò.
- Malattia, sofferenza, fallimento e solitudine ed infine la morte. Qui invece hai me, potremo vivere per sempre: senza vecchiaia, senza morte. E poi sei governatore: in fondo hai il dovere morale di impegnarti per questo paese.
Ci riflettei per alcune settimane, poi decisi.
Nella vita fisica sono morto da molti anni ormai.
mat
sabato, novembre 18, 2006
venerdì, novembre 17, 2006
Coffee Break (2) – Di che colore è …
andare: verde
imparare: azzurro
amare: azzurro
parlare: giallo/ocra
ascoltare: azzurro
giocare: rosso
aspettare: bianco (ovvio!)
stare male: grigio
essere felici: io sento due tipi di felicità molto diversi tra loro. Il primo è giallo chiaro ed è la felicità soltanto interiore, slegata da qualsiasi attività esterna, mi capita solitamente quando sono solo, spesso in ambiente chiuso. Quando invece sto facendo qualcosa che mi rende felice, quella felicità è di colore azzurro scuro.
morire: nero con un piccolo puntino bianco
imparare: azzurro
amare: azzurro
parlare: giallo/ocra
ascoltare: azzurro
giocare: rosso
aspettare: bianco (ovvio!)
stare male: grigio
essere felici: io sento due tipi di felicità molto diversi tra loro. Il primo è giallo chiaro ed è la felicità soltanto interiore, slegata da qualsiasi attività esterna, mi capita solitamente quando sono solo, spesso in ambiente chiuso. Quando invece sto facendo qualcosa che mi rende felice, quella felicità è di colore azzurro scuro.
morire: nero con un piccolo puntino bianco
giovedì, novembre 16, 2006
Ragione
RAGIONE, sost, f., meccanismo immaginario sul quale si scarica la responsabilità del pensare.
-- Renè Daumal (La Gran Bevuta)
Ogni risposta
è una gabbia.
Ogni idea
è una prigione
per la nostra mente,
che ha disimparato
a vagare
libera
nell’essere.
mat
-- Renè Daumal (La Gran Bevuta)
Ogni risposta
è una gabbia.
Ogni idea
è una prigione
per la nostra mente,
che ha disimparato
a vagare
libera
nell’essere.
mat
mercoledì, novembre 15, 2006
Emozioni distruttive
Sembra che molte emozioni distruttive possano essere ricondotte a queste tre fondamentali:
- ira/odio
- avarizia
- ignoranza.
L’ira nasce da una mente infelice, l’avarizia dalla mente non equilibrata, l’ignoranza dalla pigrizia.
Ogni emozione distruttiva ha un suo antidoto positivo:
- tolleranza/compassione
- non attaccamento
- conoscenza.
Le emozioni distruttive hanno molte conseguenze negative:
- ottenebrano la mente
- rendono difficili i nostri rapporti con gli altri
- fanno male al nostro fisico
- causano sofferenza a noi ed agli altri
Gli antidoti hanno invece le conseguenze positive opposte:
- rendono la nostra mente più lucida
- ci rendono amati
- fanno bene al fisico
- portano gioia
Le emozioni dipendono da noi: gli stimoli esterni hanno importanza, ma soltanto fino ad un certo punto.
Le emozioni sono nella nostra mente, vivono delle nostre energie e della nostra attenzione.
Sta a noi coltivare le emozioni che desideriamo, non alimentando le altre.
Ciao, mat
- ira/odio
- avarizia
- ignoranza.
L’ira nasce da una mente infelice, l’avarizia dalla mente non equilibrata, l’ignoranza dalla pigrizia.
Ogni emozione distruttiva ha un suo antidoto positivo:
- tolleranza/compassione
- non attaccamento
- conoscenza.
Le emozioni distruttive hanno molte conseguenze negative:
- ottenebrano la mente
- rendono difficili i nostri rapporti con gli altri
- fanno male al nostro fisico
- causano sofferenza a noi ed agli altri
Gli antidoti hanno invece le conseguenze positive opposte:
- rendono la nostra mente più lucida
- ci rendono amati
- fanno bene al fisico
- portano gioia
Le emozioni dipendono da noi: gli stimoli esterni hanno importanza, ma soltanto fino ad un certo punto.
Le emozioni sono nella nostra mente, vivono delle nostre energie e della nostra attenzione.
Sta a noi coltivare le emozioni che desideriamo, non alimentando le altre.
Ciao, mat
martedì, novembre 14, 2006
È difficile essere liberi
Il legame più forte
non è una catena di ferro,
né una morsa di legno, né una fune,
ma l'attaccamento a un gioiello,
ai figli, a una donna.
-- Dhammapada
La vera libertà consiste nel non far dipendere la nostra felicità da persone o cose al di fuori di noi.
L’uomo incapace di separarsi dai propri desideri sarà infelice come l’avaro incapace di separarsi dal proprio denaro.
Non i desideri ci imprigionano, ma il nostro attaccamento ad essi.
Questo si lega con un’altra frase che mi fa riflettere fin da quando ero ragazzo:
Tu hai diritto soltanto all'azione, e mai ai frutti che derivano dalle azioni.
Non considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni, e non permettere a te stesso d'essere attaccato all'inattività.
-- Bhagavad Gita
La chiave sta nel desiderare ed agire senza attaccarci ai “frutti”.
Sento profondamente vera questa frase, riesco anche a viverla parzialmente, ma non riesco ad avere una visione chiara nella mia mente di questi concetti.
mat
non è una catena di ferro,
né una morsa di legno, né una fune,
ma l'attaccamento a un gioiello,
ai figli, a una donna.
-- Dhammapada
La vera libertà consiste nel non far dipendere la nostra felicità da persone o cose al di fuori di noi.
L’uomo incapace di separarsi dai propri desideri sarà infelice come l’avaro incapace di separarsi dal proprio denaro.
Non i desideri ci imprigionano, ma il nostro attaccamento ad essi.
Questo si lega con un’altra frase che mi fa riflettere fin da quando ero ragazzo:
Tu hai diritto soltanto all'azione, e mai ai frutti che derivano dalle azioni.
Non considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni, e non permettere a te stesso d'essere attaccato all'inattività.
-- Bhagavad Gita
La chiave sta nel desiderare ed agire senza attaccarci ai “frutti”.
Sento profondamente vera questa frase, riesco anche a viverla parzialmente, ma non riesco ad avere una visione chiara nella mia mente di questi concetti.
mat
lunedì, novembre 13, 2006
lunedì, novembre 06, 2006
Come acqua nell'acqua (2)
"Il miglior modo per conservare una goccia d'acqua e' versarla nell'oceano".
Ieri girovagando in una libreria ho letto nella cover di un libro sul buddhismo questa frase, che completa in modo incredibile il mio post precedente.
mat
Ieri girovagando in una libreria ho letto nella cover di un libro sul buddhismo questa frase, che completa in modo incredibile il mio post precedente.
mat
domenica, novembre 05, 2006
Come acqua nell’acqua
L’anima del saggio è come acqua pura: non ha una forma propria, ma si adatta a qualsiasi forma. La luce la attraversa: illuminandola, ma senza diminuire di intensità. Nulla vi si può nascondere. L'anima del saggio è trasparente e non fa ombra a nessuno.
E' una come una sorgente fresca che dà gioia e ristoro a chiunque lo chieda.
Il corpo è come un vaso che racchiude l’anima.
Quando la vita muore, il vaso si rompe e l’acqua pura si versa nel mare, confondendosi con il tutto.
Nessun occhio potrà allora distinguere l’acqua del vaso da quella del mare, nessuna forza potrà più ricostruire l’anima trasformata.
mat
E' una come una sorgente fresca che dà gioia e ristoro a chiunque lo chieda.
Il corpo è come un vaso che racchiude l’anima.
Quando la vita muore, il vaso si rompe e l’acqua pura si versa nel mare, confondendosi con il tutto.
Nessun occhio potrà allora distinguere l’acqua del vaso da quella del mare, nessuna forza potrà più ricostruire l’anima trasformata.
mat
venerdì, novembre 03, 2006
Coffee Break (1) – Di che colore è …
Ho fatto questo gioco fin da piccolo. Bisogna guardarsi dentro, ma senza pensare e rispondere con la prima immagine che appare. È interessante come persone diverse associno colori diversi agli stessi concetti, mentre i colori rimangano (almeno per me) stabili anche con il trascorrere degli anni. Nel mio caso l’unico cambiamento riguarda dicembre, passato dal verde al blu.
Di che colore è …
gennaio: bianco sporco (come la neve?)
febbraio: verde scuro
marzo: grigio
aprile: arancione
maggio: rosso vivo
giugno: giallo (come le spighe mature?)
luglio: rosso sangue
agosto: tra blu e viola
settembre: azzurro chiaro
ottobre: rosso cupo
novembre: marrone
dicembre: blu scuro
lunedì: verde
martedì: rosso
mercoledì: blu-grigio
giovedì: rosso
venerdì: verde cupo
sabato: rosso scuro
domenica: gialla molto luminosa, quasi bianca
Mi piacerebbe che qualcuno facesse questo gioco con me qui sul mio blog.
Di che colore è …
gennaio: bianco sporco (come la neve?)
febbraio: verde scuro
marzo: grigio
aprile: arancione
maggio: rosso vivo
giugno: giallo (come le spighe mature?)
luglio: rosso sangue
agosto: tra blu e viola
settembre: azzurro chiaro
ottobre: rosso cupo
novembre: marrone
dicembre: blu scuro
lunedì: verde
martedì: rosso
mercoledì: blu-grigio
giovedì: rosso
venerdì: verde cupo
sabato: rosso scuro
domenica: gialla molto luminosa, quasi bianca
Mi piacerebbe che qualcuno facesse questo gioco con me qui sul mio blog.
Oltre i pensieri
Come da un’unica fiamma si sprigionano diverse scintille, così dall’unica verità nascono diversi pensieri.
Come scintille dalla fiamma, i nostri pensieri nascono, tracciano figure luminose nel vuoto, poi cadono a terra e si spengono.
Milioni di pensieri vagano nella nostra mente: imperfetti e stupendi.
Ogni pensiero è un frammento di cristallo, acuminato e tagliente. Ogni pensiero ci indica una direzione, ma non è che un riflesso parziale della verità e nessuna pazienza sarà mai in grado di ricomporre tutti i riflessi in un’unica immagine. Per questo motivo, quando arriviamo ai confini della nostra capacità pensare, dobbiamo
accettare invece di capire,
amare invece di giudicare,
rischiare invece calcolare.
Solo in questo modo potremo essere veramente persone.
mat
Come scintille dalla fiamma, i nostri pensieri nascono, tracciano figure luminose nel vuoto, poi cadono a terra e si spengono.
Milioni di pensieri vagano nella nostra mente: imperfetti e stupendi.
Ogni pensiero è un frammento di cristallo, acuminato e tagliente. Ogni pensiero ci indica una direzione, ma non è che un riflesso parziale della verità e nessuna pazienza sarà mai in grado di ricomporre tutti i riflessi in un’unica immagine. Per questo motivo, quando arriviamo ai confini della nostra capacità pensare, dobbiamo
accettare invece di capire,
amare invece di giudicare,
rischiare invece calcolare.
Solo in questo modo potremo essere veramente persone.
mat
martedì, ottobre 31, 2006
Esplosioni di colore
"Imagination is more important than knowledge."
-- Albert Einstein
Immagino
spazi lontani
e silenziosi
dentro di me.
Ed ali colorate
di farfalla
per attraversarli.
Dolcemente
invento
mondi fantastici
ed esplosioni di colore,
che mi rendono
felice.
mat
-- Albert Einstein
Immagino
spazi lontani
e silenziosi
dentro di me.
Ed ali colorate
di farfalla
per attraversarli.
Dolcemente
invento
mondi fantastici
ed esplosioni di colore,
che mi rendono
felice.
mat
lunedì, ottobre 23, 2006
Voglio essere come il cielo
All’inizio fu un piccolo pensiero: apparve per un attimo e subito scomparve.
Ero sulla cima di una montagna, il cielo era blu intenso sopra di me. Non c’era nemmeno una nuvola. Avevo 10 anni, ero felice e da qualche profondità dentro di me nacque questo pensiero: “Voglio essere come il cielo”.
Su un’altra cima, qualche anno dopo, il cielo era blu sopra il bianco del ghiacciaio. Sotto di me uno scivolo di ghiaccio ripidissimo e profondo scendeva fino al bosco, molti metri più in basso. Sopra di me qualche nuvola galleggiava nel vuoto cambiando continuamente forma. Io ero lassù, dove la terra finiva ed iniziava il cielo. Ero esaltato da una scalata molto difficile ed il pensiero ritornò, esattamente uguale alla volta precedente: “Voglio essere come il cielo”.
Un cielo grigio coperto di nuvole di pioggia sovrastava un mare cupo. Il vento forte spingeva le onde a frangersi rumorosamente contro gli scogli. Gocce di pioggia scendevano grosse profumando l’aria e nascondendo l’orizzonte. Ero triste e senza entusiasmo.
“Voglio essere come il cielo”. Ancora una volta questo pensiero mi penetrò profondamente.
A poco a poco, con il tempo capii.
Voglio essere come il cielo:
profondo, per poter arrivare a tutte le verità, anche quelle più lontane e nascoste,
trasparente per lasciar passare la luce del sole e delle stelle,
immobile per essere rifugio sicuro di chi ne avrà bisogno,
leggero, per non pesare sulle spalle di nessuno,
infinito, per poter scoprire sempre cose nuove dentro di me,
eternamente mutevole, per poter riflettere tutta la luce della vita,
vuoto per poter contenere e comprendere tutto.
E se qualche volta nuvole grigie mi avvolgeranno,
reali, ma immateriali,
voglio essere consapevole che sono destinate a dissolversi
mentre io ritornerò azzurro e trasparente.
… mi piacerebbe che qualcuno partisse da questi pensieri ed avesse voglia di approfondire queste immagini, magari potremmo rielaborarle più volte insieme, perfezionandole.
mat
Ero sulla cima di una montagna, il cielo era blu intenso sopra di me. Non c’era nemmeno una nuvola. Avevo 10 anni, ero felice e da qualche profondità dentro di me nacque questo pensiero: “Voglio essere come il cielo”.
Su un’altra cima, qualche anno dopo, il cielo era blu sopra il bianco del ghiacciaio. Sotto di me uno scivolo di ghiaccio ripidissimo e profondo scendeva fino al bosco, molti metri più in basso. Sopra di me qualche nuvola galleggiava nel vuoto cambiando continuamente forma. Io ero lassù, dove la terra finiva ed iniziava il cielo. Ero esaltato da una scalata molto difficile ed il pensiero ritornò, esattamente uguale alla volta precedente: “Voglio essere come il cielo”.
Un cielo grigio coperto di nuvole di pioggia sovrastava un mare cupo. Il vento forte spingeva le onde a frangersi rumorosamente contro gli scogli. Gocce di pioggia scendevano grosse profumando l’aria e nascondendo l’orizzonte. Ero triste e senza entusiasmo.
“Voglio essere come il cielo”. Ancora una volta questo pensiero mi penetrò profondamente.
A poco a poco, con il tempo capii.
Voglio essere come il cielo:
profondo, per poter arrivare a tutte le verità, anche quelle più lontane e nascoste,
trasparente per lasciar passare la luce del sole e delle stelle,
immobile per essere rifugio sicuro di chi ne avrà bisogno,
leggero, per non pesare sulle spalle di nessuno,
infinito, per poter scoprire sempre cose nuove dentro di me,
eternamente mutevole, per poter riflettere tutta la luce della vita,
vuoto per poter contenere e comprendere tutto.
E se qualche volta nuvole grigie mi avvolgeranno,
reali, ma immateriali,
voglio essere consapevole che sono destinate a dissolversi
mentre io ritornerò azzurro e trasparente.
… mi piacerebbe che qualcuno partisse da questi pensieri ed avesse voglia di approfondire queste immagini, magari potremmo rielaborarle più volte insieme, perfezionandole.
mat
giovedì, ottobre 19, 2006
Siamo ciò che pensiamo
Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo è prodotto dalla nostra mente.
Ogni parola o azione
che nasce da un pensiero torbido
è seguita dalla sofferenza,
come la ruota del carro segue lo zoccolo del bue.
Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo
è prodotto dalla nostra mente.
Ogni parola o azione
che nasce da un pensiero limpido
è seguita dalla gioia,
come la tua ombra ti segue, inseparabile.
--Dhammapada - I versi gemelli
Tutto ciò che siamo è prodotto dalla nostra mente.
Ogni parola o azione
che nasce da un pensiero torbido
è seguita dalla sofferenza,
come la ruota del carro segue lo zoccolo del bue.
Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo
è prodotto dalla nostra mente.
Ogni parola o azione
che nasce da un pensiero limpido
è seguita dalla gioia,
come la tua ombra ti segue, inseparabile.
--Dhammapada - I versi gemelli
mercoledì, ottobre 18, 2006
In prigione
La prima conoscenza da acquisire, dolorosa e reale, era quella della mia prigione. La prima realtà da sopportare era quella della mia ignoranza, della mia vanità, della mia pigrizia, di tutto quello che mi lega alla mia prigione.
-- Renè Daumal (La Conoscenza di sè)
Non ricordo quando ho iniziato a costruire la prigione dove ora vivo.
Ricordo però i primi mattoni: formavano un muretto basso, che delimitava me stesso dal resto del mondo.
Era comodo avere un confine: alcune cose stavano all’interno e dovevo occuparmene, altre stavano fuori e potevo ignorarle, almeno fino a quando non si avvicinavano troppo.
Non era un confine invalicabile: quando volevo, con un piccolo salto potevo scavalcare il muretto ed andare fuori. Era divertente, ma anche pericoloso: volte smarrivo la strada oppure facevo dei brutti incontri. Allora tornavo velocemente all’interno ed alzavo un po’ il muro: sarebbe stato stupido non proteggersi dai pericoli.
A poco a poco mi procurai un bel letto caldo, buon cibo, buon vino, bei vestiti, quadri, libri. Stavo veramente bene all’interno della mia prigione, così invece di uscire presi l’abitudine di guardare il mondo esterno dalla finestra.
Dentro la prigione ogni cosa è al suo posto: questo ordine mi dà sicurezza, perché lo conosco bene e posso muovermi anche tenendo gli occhi chiusi.
A volte mi viene la curiosità di sapere che cosa accade fuori, ma poi un po’ per pigrizia, un po’ per paura, un po’ per abitudine ed un po’ per mancanza di fantasia preferisco restare qui dentro al sicuro.
Viviamo in prigione quando siamo schiavi delle nostre abitudini, quando i nostri pensieri seguono sempre gli stessi percorsi, quando non abbiamo la curiosità di scoprire nuove strade, quando chiudiamo gli occhi per non vedere quello che non ci piace, quando ci rifugiamo nella razionalità, quando per paura non accettiamo di metterci in gioco un’altra volta, quando per mancanza di fantasia ci accontentiamo di quello che già conosciamo.
Non si vive male nella prigione (questo è il problema!), ma il nostro destino è diverso: viaggiare, scoprire, esplorare la nostra vita fino alle estreme conseguenze.
mat
-- Renè Daumal (La Conoscenza di sè)
Non ricordo quando ho iniziato a costruire la prigione dove ora vivo.
Ricordo però i primi mattoni: formavano un muretto basso, che delimitava me stesso dal resto del mondo.
Era comodo avere un confine: alcune cose stavano all’interno e dovevo occuparmene, altre stavano fuori e potevo ignorarle, almeno fino a quando non si avvicinavano troppo.
Non era un confine invalicabile: quando volevo, con un piccolo salto potevo scavalcare il muretto ed andare fuori. Era divertente, ma anche pericoloso: volte smarrivo la strada oppure facevo dei brutti incontri. Allora tornavo velocemente all’interno ed alzavo un po’ il muro: sarebbe stato stupido non proteggersi dai pericoli.
A poco a poco mi procurai un bel letto caldo, buon cibo, buon vino, bei vestiti, quadri, libri. Stavo veramente bene all’interno della mia prigione, così invece di uscire presi l’abitudine di guardare il mondo esterno dalla finestra.
Dentro la prigione ogni cosa è al suo posto: questo ordine mi dà sicurezza, perché lo conosco bene e posso muovermi anche tenendo gli occhi chiusi.
A volte mi viene la curiosità di sapere che cosa accade fuori, ma poi un po’ per pigrizia, un po’ per paura, un po’ per abitudine ed un po’ per mancanza di fantasia preferisco restare qui dentro al sicuro.
Viviamo in prigione quando siamo schiavi delle nostre abitudini, quando i nostri pensieri seguono sempre gli stessi percorsi, quando non abbiamo la curiosità di scoprire nuove strade, quando chiudiamo gli occhi per non vedere quello che non ci piace, quando ci rifugiamo nella razionalità, quando per paura non accettiamo di metterci in gioco un’altra volta, quando per mancanza di fantasia ci accontentiamo di quello che già conosciamo.
Non si vive male nella prigione (questo è il problema!), ma il nostro destino è diverso: viaggiare, scoprire, esplorare la nostra vita fino alle estreme conseguenze.
mat
lunedì, ottobre 09, 2006
Faticare senza scopo
Qui vicino c'è ancora una colonia di coltivatori che fanno crescere delle patate per nutrirsi allo scopo di avere le forze necessarie alla coltivazione delle patate.
-- Renè Daumal (La Gran Bevuta)
Sono andato a cercare questa frase in un libro letto più di vent'anni fa perchè oggi la mia vita la sento così.
mat
-- Renè Daumal (La Gran Bevuta)
Sono andato a cercare questa frase in un libro letto più di vent'anni fa perchè oggi la mia vita la sento così.
mat
venerdì, ottobre 06, 2006
La freccia e la tigre
La freccia che avrebbe dovuto colpire una tigre, si dirige verso una mucca; ma il riconoscimento dell’errore mentre la freccia viaggia non impedisce ormai che gli effetti si compiano ugualmente. (Vivekacudamani – Samkara).
Quante volte il nostro presente è determinato dal passato: fatti, pensieri, abitudini costruite negli anni dirigono le nostre emozioni ed azioni. A volte penso che invecchiare sia proprio questo: essere schiavi del passato, nel senso di non vedere davanti a noi la scelta tra varie direzioni possibili, ma soltanto una strada, che ci sembra l’unica possibile a causa di tutti i condizionamenti accumulati dentro di noi.
La mente si plasma principalmente attorno ai nostri desideri, che quindi ci rendono ciechi di fronte alle “altre” possibilità di scelta che si presentano in ogni istante. E più forti sono i desideri, più essi plasmano la mente e ne restringono l’orizzonte (basta pensare ad esempio a quante possibilità di scelta abbia un drogato in crisi di astinenza). Al contrario una mente libera da desideri potrebbe quindi essere in grado di scegliere in ogni istante tra più strade e vivere quindi una vita più ricca.
La liberazione dai desideri può veramente portare alla gioia, come dicono pressoché tutte le grandi religioni?
E se sì perché noi continuiamo a cercare la gioia nella soddisfazione dei desideri?
mat
Quante volte il nostro presente è determinato dal passato: fatti, pensieri, abitudini costruite negli anni dirigono le nostre emozioni ed azioni. A volte penso che invecchiare sia proprio questo: essere schiavi del passato, nel senso di non vedere davanti a noi la scelta tra varie direzioni possibili, ma soltanto una strada, che ci sembra l’unica possibile a causa di tutti i condizionamenti accumulati dentro di noi.
La mente si plasma principalmente attorno ai nostri desideri, che quindi ci rendono ciechi di fronte alle “altre” possibilità di scelta che si presentano in ogni istante. E più forti sono i desideri, più essi plasmano la mente e ne restringono l’orizzonte (basta pensare ad esempio a quante possibilità di scelta abbia un drogato in crisi di astinenza). Al contrario una mente libera da desideri potrebbe quindi essere in grado di scegliere in ogni istante tra più strade e vivere quindi una vita più ricca.
La liberazione dai desideri può veramente portare alla gioia, come dicono pressoché tutte le grandi religioni?
E se sì perché noi continuiamo a cercare la gioia nella soddisfazione dei desideri?
mat
martedì, ottobre 03, 2006
Vagabondare nella mente
"Would you tell me, please, which way I ought to go from here?" Alice speaks to Cheshire Cat.
"That depends a good deal on where you want to get to", said the Cat.
"I don't much care where..." said Alice.
"Then it doesn't matter which way you go," said the Cat.
"... so long as I get somewhere." Alice added as an explanation.
"Oh, you're sure to do that," said the Cat, "if you only walk long enough."
(Alice's Adventures in Wonderland - Lewis Carroll)
Anch'io a volte riesco a vagabondare nel cielo dell'essere, libero da pensieri ed emozioni. Non posso avere una meta perchè voglio scoprire cose che non so.
A volte immagino la nostra mente come l'universo. C'è una parte ben esplorata, che ci riserva poche sorprese: è come il nostro sistema solare e qui vivono la maggior parte dei nostri pensieri ed emozioni.
C'è poi una parte poco conosciuta formata da altri sistemi solari lontani da noi e che possiamo vedere soltanto quando è notte e la luce degli eventi più vicini è attenuata. Qui ci sono le nostre sensazioni ed emozioni più profonde, incapaci di trasformarsi in pensieri compiuti.
Infine c'è il limite estremo dell'universo, che probabilmente risponde a leggi "fisiche" diverse da quelle che conosciamo. Immagino questo spazio buio, freddo, silenzioso e vuoto.
Ho la sensazione che quella sia la parte feconda dell'universo: in quel vuoto nascono tutti gli eventi. Alcuni di questi dopo un viaggio nello spazio-tempo attraverso percorsi imprevedibili giungono a manifestarsi nella nostra vita.
Altri, forse la maggior parte, si perdono nello spazio che noi non vediamo.
Questa notte è morta di cancro una mia collega di lavoro americana, una cara amica. La notizia è arrivata via e-mail, insieme alle indicazioni per il servizio funebre e la sepoltura. E' strano essere parte di una comunità così dispersa nel mondo, essere sempre in contatto nonostante le differenze di fuso orario e, come conseguenza, essere invitati ad un funerale in Georgia. La mail si intitolava: "With Simpathy: Amanda".
mat
"That depends a good deal on where you want to get to", said the Cat.
"I don't much care where..." said Alice.
"Then it doesn't matter which way you go," said the Cat.
"... so long as I get somewhere." Alice added as an explanation.
"Oh, you're sure to do that," said the Cat, "if you only walk long enough."
(Alice's Adventures in Wonderland - Lewis Carroll)
Anch'io a volte riesco a vagabondare nel cielo dell'essere, libero da pensieri ed emozioni. Non posso avere una meta perchè voglio scoprire cose che non so.
A volte immagino la nostra mente come l'universo. C'è una parte ben esplorata, che ci riserva poche sorprese: è come il nostro sistema solare e qui vivono la maggior parte dei nostri pensieri ed emozioni.
C'è poi una parte poco conosciuta formata da altri sistemi solari lontani da noi e che possiamo vedere soltanto quando è notte e la luce degli eventi più vicini è attenuata. Qui ci sono le nostre sensazioni ed emozioni più profonde, incapaci di trasformarsi in pensieri compiuti.
Infine c'è il limite estremo dell'universo, che probabilmente risponde a leggi "fisiche" diverse da quelle che conosciamo. Immagino questo spazio buio, freddo, silenzioso e vuoto.
Ho la sensazione che quella sia la parte feconda dell'universo: in quel vuoto nascono tutti gli eventi. Alcuni di questi dopo un viaggio nello spazio-tempo attraverso percorsi imprevedibili giungono a manifestarsi nella nostra vita.
Altri, forse la maggior parte, si perdono nello spazio che noi non vediamo.
Questa notte è morta di cancro una mia collega di lavoro americana, una cara amica. La notizia è arrivata via e-mail, insieme alle indicazioni per il servizio funebre e la sepoltura. E' strano essere parte di una comunità così dispersa nel mondo, essere sempre in contatto nonostante le differenze di fuso orario e, come conseguenza, essere invitati ad un funerale in Georgia. La mail si intitolava: "With Simpathy: Amanda".
mat
venerdì, settembre 22, 2006
Dolore e Cambiamento
Ho letto che la sofferenza nasce dalla nostra incapacità di cambiare.
Non sono convinto che sia sempre così: sicuramente soffriamo quando cerchiamo di restare "attaccati" ad idee, emozioni ed abitudini mentre tutta la vita cambia (dentro e fuori di noi). Ma credo che la sofferenza abbia anche altre fonti.
Una prima domanda che mi pongo fin da quando ero un ragazzino ed a cui non so rispondere è se la sofferenza nasca dentro o fuori di noi. Io credo che in fondo la sofferenza, così come la felicità, dipendano più da noi, che dalle circostanze esterne: è infatti possibile trovare persone "esternamente" fortunate (cioè sane, ricche, ...) che però soffrono e persone "sfortunate" che sono invece felici (è chiaro comunque che essere felici quando si è in salute, ricchi, amati, etc. è molto più facile).
Allora forse la sofferenza, più che dalla nostra resistenza al cambiamento, nasce dalla nostra ignoranza ed incapacità di accettarci ed accettare la vita così com'è.
Forse se fossimo davvero in grado di "vedere" ogni evento inserito nel grande disegno della Vita, la sofferenza svanirebbe perchè capiremmo il senso di ciò che sta accadendo. Certo potrebbe rimanere il dolore (ad es. per le malattie), ma se ne andrebbero tutte quelle emozioni negative quali angoscia, rabbia, frustrazione, depressione, che alimentano la sofferenza.
D'altro lato però non mi sembra corretto pensare che tutte le cause della sofferenza nascano dentro di noi e che sia possibile e giusto eliminare tutta la sofferenza dalla nostra vita: non soffrire di fronte a certi eventi negativi estremi sarebbe saggio o disumano?
Da un punto di vista più pratico io penso che noi siamo naturalmente portati alla ricerca della felicità e quindi all'eliminazione della sofferenza ed in questo percorso chi si rivolge all'interno è probabilmente destinato ad avere maggior successo di chi cerca la felicità all'esterno.
Però forse l'eliminazione della sofferenza o il raggiungimento della felicità non sono lo scopo principale di questa nostra vita.
Le mie riflessioni devono prendere un'altra direzione, più profonda.
mat
Non sono convinto che sia sempre così: sicuramente soffriamo quando cerchiamo di restare "attaccati" ad idee, emozioni ed abitudini mentre tutta la vita cambia (dentro e fuori di noi). Ma credo che la sofferenza abbia anche altre fonti.
Una prima domanda che mi pongo fin da quando ero un ragazzino ed a cui non so rispondere è se la sofferenza nasca dentro o fuori di noi. Io credo che in fondo la sofferenza, così come la felicità, dipendano più da noi, che dalle circostanze esterne: è infatti possibile trovare persone "esternamente" fortunate (cioè sane, ricche, ...) che però soffrono e persone "sfortunate" che sono invece felici (è chiaro comunque che essere felici quando si è in salute, ricchi, amati, etc. è molto più facile).
Allora forse la sofferenza, più che dalla nostra resistenza al cambiamento, nasce dalla nostra ignoranza ed incapacità di accettarci ed accettare la vita così com'è.
Forse se fossimo davvero in grado di "vedere" ogni evento inserito nel grande disegno della Vita, la sofferenza svanirebbe perchè capiremmo il senso di ciò che sta accadendo. Certo potrebbe rimanere il dolore (ad es. per le malattie), ma se ne andrebbero tutte quelle emozioni negative quali angoscia, rabbia, frustrazione, depressione, che alimentano la sofferenza.
D'altro lato però non mi sembra corretto pensare che tutte le cause della sofferenza nascano dentro di noi e che sia possibile e giusto eliminare tutta la sofferenza dalla nostra vita: non soffrire di fronte a certi eventi negativi estremi sarebbe saggio o disumano?
Da un punto di vista più pratico io penso che noi siamo naturalmente portati alla ricerca della felicità e quindi all'eliminazione della sofferenza ed in questo percorso chi si rivolge all'interno è probabilmente destinato ad avere maggior successo di chi cerca la felicità all'esterno.
Però forse l'eliminazione della sofferenza o il raggiungimento della felicità non sono lo scopo principale di questa nostra vita.
Le mie riflessioni devono prendere un'altra direzione, più profonda.
mat
martedì, settembre 19, 2006
Schema del nostro io

Da molto tempo mi attira l'idea di riuscire a disegnare uno schema dell' "io".
Questo è un primo tentativo di mostrare i tre livelli del nostro io: quello esterno, con il quale interagiamo con gli altri, quello più interno nel quale ci sono gli aspetti "profondi" della nostra vita ed infine quello centrale, dove in realtà il nostro io scompare per lasciare posto alla chiara luce.
mat
mercoledì, settembre 13, 2006
Scendere dal piedistallo
Ho visto un vecchio, magro, sporco, capelli lunghi, seduto a terra in stazione. Mi ha guardato negli occhi, tra la gente che passava indifferente.
Anch'io sono passato indifferente.
Più tardi ho letto alcune parole del Dalai Lama sulla compassione e sul fatto (ovvio) che tutti gli uomini sono uguali ed hanno la stessa aspirazione alla felicità.
Mi è tornato in mente quel vecchio ed ho cercato di "sentire" che nel profondo dell'essere, io sono uguale a lui. Non ci sono riuscito fino in fondo.
La difficoltà principale è probabilmente il fatto che io considero importanti una serie di traguardi che ho raggiunto (famiglia, lavoro, relazioni sociali, cultura, ...), mi considero bravo per essere riuscito a raggiungerli e dentro di me penso che tutto questo abbia più "valore" di una vita trascorsa sdraiato in una stazione a chiedere la carità.
Mi sono ritornate in mente alcune frasi di Teresa di Lisieux (in "Storia di un anima"): "Ho compreso che tutti i fiori che Egli (Dio) ha creato sono belli ... Ho capito che se tutti i fiorellini volessero essere rose, la natura perderebbe il suo aspetto ... la perfezione consiste nel fare la Sua volontà, nell'essere ciò che Lui vuole che noi siamo."
Come capire che tutti possiamo raggiungere la perfezione, magari chiedendo la carità in stazione?
Come intuire che siamo parte di un disegno più grande, dove la vita di un barbone ha lo stesso senso, la stessa importanza e la stessa dignità della mia vita?
Non è così facile scendere da un falso piedistallo.
mat
Anch'io sono passato indifferente.
Più tardi ho letto alcune parole del Dalai Lama sulla compassione e sul fatto (ovvio) che tutti gli uomini sono uguali ed hanno la stessa aspirazione alla felicità.
Mi è tornato in mente quel vecchio ed ho cercato di "sentire" che nel profondo dell'essere, io sono uguale a lui. Non ci sono riuscito fino in fondo.
La difficoltà principale è probabilmente il fatto che io considero importanti una serie di traguardi che ho raggiunto (famiglia, lavoro, relazioni sociali, cultura, ...), mi considero bravo per essere riuscito a raggiungerli e dentro di me penso che tutto questo abbia più "valore" di una vita trascorsa sdraiato in una stazione a chiedere la carità.
Mi sono ritornate in mente alcune frasi di Teresa di Lisieux (in "Storia di un anima"): "Ho compreso che tutti i fiori che Egli (Dio) ha creato sono belli ... Ho capito che se tutti i fiorellini volessero essere rose, la natura perderebbe il suo aspetto ... la perfezione consiste nel fare la Sua volontà, nell'essere ciò che Lui vuole che noi siamo."
Come capire che tutti possiamo raggiungere la perfezione, magari chiedendo la carità in stazione?
Come intuire che siamo parte di un disegno più grande, dove la vita di un barbone ha lo stesso senso, la stessa importanza e la stessa dignità della mia vita?
Non è così facile scendere da un falso piedistallo.
mat
mercoledì, settembre 06, 2006
La mia morte
Il respiro è più faticoso e irregolare. Le inspirazioni sono corte. Prima di ogni inspirazione c'è una pausa ed il respiro sembra non venire mai.
Ho sempre meno energie, non riesco ad avere ossigeno a sufficienza: è come se stessi annegando, ma non riesco a dibattermi.
Oppressione.
La mia mente è oscura.
Sto perdendo la lucidità.
Vedo le immagini della mia stanza, ma ho momenti di buio.
Non riesco a combinare i pensieri.
Angoscia.
Non c'è più dolore, ma mi sento schiavo. Non capisco. Non voglio vivere questa situazione.
Il respiro è sempre più superficiale, cerco l'aria con tutte le mie forze, ma non riesco ad averne a sufficienza.
Qualcuno mi parla, ma è lontano e non capisco.
Provo a muovere una mano. Il movimento è scoordinato. Ricade.
Sono oppresso, schiacciato tra pareti troppo strette.
Si spengono i pensieri, non esistono più i nomi delle cose e delle persone.
Non esiste più nulla, se non le mie emozioni qui ed ora.
Il mio corpo è un oggetto inerte, non mi dà più sensazioni.
La vita fisica si sta dissolvendo.
Mi manca l'aria.
Non voglio vivere questa pena senza fine.
Ho sempre meno energie, non riesco ad avere ossigeno a sufficienza: è come se stessi annegando, ma non riesco a dibattermi.
Oppressione.
La mia mente è oscura.
Sto perdendo la lucidità.
Vedo le immagini della mia stanza, ma ho momenti di buio.
Non riesco a combinare i pensieri.
Angoscia.
Non c'è più dolore, ma mi sento schiavo. Non capisco. Non voglio vivere questa situazione.
Il respiro è sempre più superficiale, cerco l'aria con tutte le mie forze, ma non riesco ad averne a sufficienza.
Qualcuno mi parla, ma è lontano e non capisco.
Provo a muovere una mano. Il movimento è scoordinato. Ricade.
Sono oppresso, schiacciato tra pareti troppo strette.
Si spengono i pensieri, non esistono più i nomi delle cose e delle persone.
Non esiste più nulla, se non le mie emozioni qui ed ora.
Il mio corpo è un oggetto inerte, non mi dà più sensazioni.
La vita fisica si sta dissolvendo.
Mi manca l'aria.
Non voglio vivere questa pena senza fine.
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